Finanza
Liste di attesa sempre più lunghe in ospedale, ma in continente le cose non vanno meglio
Sei mesi e mezzo per l'ecodoppler
Valentina Landucci
Più di 80 giorni per una visita oculistica, 119 per un'ecografia all'addome
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PORTOFERRAIO. Per un esame ecodoppler dei tronchi sovaortici occorrono 209 giorni. Non meno di 4 mesi per un'ecografia all'addome, tre e mezzo per la visita dall'endocrinologo, 112 giorni per l'urologo, 89 per una Tac al bacino, 87 per un appuntamento con l'oculista. E non sempre decidere di farsi visitare fuori Elba significa accorciare i tempi. A Cecina, Livorno e Piombino l'attesa è spesso anche più lunga di quella prevista all'ospedale di Portoferraio.
I numeri sono quelli delle liste di attesa per prestazioni specialistiche ambulatoriali e esami diagnostici fornite dall'Asl e relative al mese di marzo 2011. I tempi indicati sono da considerarsi medi. In altre parole ci sono pazienti che aspettano meno, ma anche pazienti che attendono di più. Complessivamente la situazione, se confrontata con quanto accadeva all'Elba un anno fa, può dirsi sotto certi aspetti peggiorata. Al marzo del 2010, ad esempio, risale un documento sottoscritto dai primi cittadini elbani - nell'ambito della conferenza dei sindaci sulla sanità - nel quale si rilevavano alcune situazioni critiche che non sono affatto migliorate. Per una visita oculistica lo scorso anno occorreva aspettare 51 giorni, ora ne servono 87. Per una cardiologica si passa da 34 a 59 giorni di attesa. Per un elettrocardiogramma da 28 giorni a 45. Per un holter da 66 a 138. Anche dodici mesi fa per le differenti tipologie di ecodoppler l'attesa era piuttosto lunga (da 120 a 174 giorni) ma comunque meno di quella attuale (mediamente tra 194 e 209 giorni).
Osservando i dati forniti dall'Asl non sempre, però, i pazienti elbani sembra possano lamentarsi. Per certi esami e visite prenotando all'Elba si ottengono appuntamenti prima che negli altri presidi in continente. Succede per le radiografie e le ecografie, per le Tac (anche se non tutte) e per diverse prestazioni specialistiche. La visita dal pneumologo viene fissata all'Elba entro 38 giorni dalla richiesta contro 77 se si decide di farla in una struttura diversa da quella portoferraiese. Dal dermatologo si riesce ad andare entro 11 giorni dalla richiesta (47 in continente) e così via per altre prestazioni. La criticità del settore resta comunque alta. Nonostante il fatto che per i casi più gravi esistano canali preferenziali allo scopo di garantire le prestazioni nel giro di due, al massimo tre giorni, mediamente l'utenza elbana è costretta a attese tali che rischiano di vanificare ogni forma di prevenzione.
Del resto è anche per questo che l'Asl ha previsto percorsi speciali per le visite dei malati oncologici e per gli screening mammografici e ha aderito all'organizzazione del polo radiologico di Area Vasta per assicurare risonanze magnetiche, tac e mammografie anche in altri presidi sanitari oltre a quelli livornesi. Il quadro generale, tuttavia, sembra essere ben lontano da quanto prevede la carta dei servizi della Regione valida per le aziende sanitarie della Toscana che dispone un massimo di 15 giorni di attesa «per le prime visite di cardiologia, ginecologia, oculistica, neurologia, dermatologia, ortopedia e otorinolaringoiatria», ed un massimo di 30 «per alcuni esami radiologici di primo accesso (alcuni tipi di ecografie e radiologie)».
Se questi tempi non vengono rispettati, tenendo conto della disponibilità di spazi per visite e esami nelle diverse strutture sul territorio, l'Asl «è tenuta a corrispondere all'utente - si legge nella carta dei servizi - un risarcimento di 25 euro».
I numeri sono quelli delle liste di attesa per prestazioni specialistiche ambulatoriali e esami diagnostici fornite dall'Asl e relative al mese di marzo 2011. I tempi indicati sono da considerarsi medi. In altre parole ci sono pazienti che aspettano meno, ma anche pazienti che attendono di più. Complessivamente la situazione, se confrontata con quanto accadeva all'Elba un anno fa, può dirsi sotto certi aspetti peggiorata. Al marzo del 2010, ad esempio, risale un documento sottoscritto dai primi cittadini elbani - nell'ambito della conferenza dei sindaci sulla sanità - nel quale si rilevavano alcune situazioni critiche che non sono affatto migliorate. Per una visita oculistica lo scorso anno occorreva aspettare 51 giorni, ora ne servono 87. Per una cardiologica si passa da 34 a 59 giorni di attesa. Per un elettrocardiogramma da 28 giorni a 45. Per un holter da 66 a 138. Anche dodici mesi fa per le differenti tipologie di ecodoppler l'attesa era piuttosto lunga (da 120 a 174 giorni) ma comunque meno di quella attuale (mediamente tra 194 e 209 giorni).
Osservando i dati forniti dall'Asl non sempre, però, i pazienti elbani sembra possano lamentarsi. Per certi esami e visite prenotando all'Elba si ottengono appuntamenti prima che negli altri presidi in continente. Succede per le radiografie e le ecografie, per le Tac (anche se non tutte) e per diverse prestazioni specialistiche. La visita dal pneumologo viene fissata all'Elba entro 38 giorni dalla richiesta contro 77 se si decide di farla in una struttura diversa da quella portoferraiese. Dal dermatologo si riesce ad andare entro 11 giorni dalla richiesta (47 in continente) e così via per altre prestazioni. La criticità del settore resta comunque alta. Nonostante il fatto che per i casi più gravi esistano canali preferenziali allo scopo di garantire le prestazioni nel giro di due, al massimo tre giorni, mediamente l'utenza elbana è costretta a attese tali che rischiano di vanificare ogni forma di prevenzione.
Del resto è anche per questo che l'Asl ha previsto percorsi speciali per le visite dei malati oncologici e per gli screening mammografici e ha aderito all'organizzazione del polo radiologico di Area Vasta per assicurare risonanze magnetiche, tac e mammografie anche in altri presidi sanitari oltre a quelli livornesi. Il quadro generale, tuttavia, sembra essere ben lontano da quanto prevede la carta dei servizi della Regione valida per le aziende sanitarie della Toscana che dispone un massimo di 15 giorni di attesa «per le prime visite di cardiologia, ginecologia, oculistica, neurologia, dermatologia, ortopedia e otorinolaringoiatria», ed un massimo di 30 «per alcuni esami radiologici di primo accesso (alcuni tipi di ecografie e radiologie)».
Se questi tempi non vengono rispettati, tenendo conto della disponibilità di spazi per visite e esami nelle diverse strutture sul territorio, l'Asl «è tenuta a corrispondere all'utente - si legge nella carta dei servizi - un risarcimento di 25 euro».
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