Il Tirreno

Silos, il Comune punta al recupero

Paolo Federighi
L’assessore Alessandro Bandini
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L’assessore Alessandro Bandini

La struttura progettata da Nervi potrebbe diventare l'ingresso al paese

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 SAN VINCENZO. Durante l'ultimo consiglio comunale si è tornati a parlare, dopo un lungo silenzio, del futuro del silos progettato da Pier Luigi Nervi, opera di estrema importanza nel campo dell'archeologia industriale contemporanea, e di cui la Solvay è proprietaria.  L'ultima volta in cui si era parlato del silos fu vari mesi fa, allorché furono realizzati i lavori di smantellamento del tetto e della struttura per togliere l'amianto. A chiedere lumi sul futuro dell'importante struttura è stato Nicola Bertini del Forum. «Dopo gli ultimi lavori - ha spiegato l'esponente dell'opposizione - vediamo che il silos di Nervi è lì ad arrugginire, senza sapere che cosa ne sarà. Pare evidente che non vi sia alcuna progettualità a riguardo e non abbiamo ancora inteso quale sia la volontà politica dell'amministrazione comunale circa non solo la struttura, ma l'intera area della struttura. Sarebbe il momento - ha aggiunto - di eliminare qualsiasi triste pensiero di possibile speculazione».  A chiarire le volontà dell'amministrazione comunale sul silos è stato l'assessore all'urbanistica Alessandro Bandini. «Dobbiamo innanzitutto partire - ha spiegato Bandini - dal fatto che la Solvay voleva demolire interamente il silos, ma che la Soprintendenza prima e noi in seguito ci siamo opposti a tale disegno. Detto questo, credo che vi sia la necessità di intervenire sull'area del silos, la quale rappresenta la porta d'entrata a San Vincenzo per chiunque proceda nelle due opposte direzioni della vecchia Aurelia. La nostra idea - ha aggiunto l'assessore - che avevamo già accennato nei mesi scorsi, è di crearvi un'area a verde con parcheggi, con il silos che entrerrebbe a far parte del centro urbano. Quali saranno gli esatti usi che vogliamo dare all'opera di Nervi, ancora non lo sappiamo. Lo renderemo noto - ha concluso - al momento dell'approvazione del piano strutturale. E' certo, tuttavia, che l'area dovrà essere il nostro biglietto da visita».  A complicare, da vari mesi a questa parte, le trattative ed i contatti fra Comune e Solvay, sono sopravvenute varie vicissitudini di natura giuridica a seguito dell'opposizione al progetto di abbattimento dell'opera da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali e del Comune di San Vincenzo, che ha voce in capitolo, pur non essendo il proprietario dell'opera, perché essa si trova all'interno del territorio municipale. E' proprio per il trascinarsi di tali vicissitudini che, con grande probabilità, almeno fino al 2012 il silos resterà lì dov'è, e che, per il prossimo futuro, vi sarebbe anche la possibilità dell'abbattimento della parte più nuova, e senza valore storico, della struttura preservando invece la costruzione nerviana.

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