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Magazzini e baracche trasformate in case In 32 davanti al Gup

Magazzini e baracche trasformate in case In 32 davanti al Gup

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CAPOLIVERI. Quasi un maxi processo. Sotto accusa ci sono due sindaci, consiglieri comunali, tecnici, professionisti. In totale 32 imputati quelli che domani saranno di fronte al giudice di Livorno. Tra i fatti contestati la trasformazione di magazzini e baracche in abitazioni, ma anche concussione, abuso d'ufficio. Si tratta della seconda udienza che rientra nell'ambito dell'inchiesta, condotta dal pm Massimo Manucci e dalla Guardia di finanza, relativa alle attività dell'ufficio tecnico del Comune di Capoliveri e in parte legati alle concessioni edilizie rilasciate in realzione all'articolo 22 ter del regolamento edilizio. Un prevvedimento che consentiva sostituzioni, ristrutturazioni e ampliamenti, in alcuni casi con cambi di destinazione d'uso, di strutture degradate.  Un'inchiesta condotta dalla procura di Livorno legata a una interpretazione del regolamento regolamento edilizio. che consentiva sostituzioni, ristrutturazioni e ampliamenti, in alcuni casi con cambi di destinazione d'uso, di strutture degradate.  Tra gli imputati ci sono sindaci e consiglieri comunali, tecnici e funzionari dell'amministrazione, progettisti e privati cittadini proprietari di alcuni degli immobili finiti nell'inchiesta. Per alcuni dei reati ipotizzati il gip ha disposto il proscioglimento per sopraggiunta prescrizione. Resta in piedi, comunque, l'impianto centrale dell'accusa. L'inchiesta ha preso il via nel 2005. Da un lato, come detto, ci sono le norme del regolamento edilizio, in particolare l'articolo 22ter, in base al quale furono autorizzati - secondo l'accusa - cambi di destinazione d'uso e ampliamenti degli immobili, anche in zone sottoposte a vincolo ambientale o addirittura in area Parco.  Interventi che l'accusa ritiene illegittimi e per i quali i tecnici comunali coinvolti dovranno rispondere non solo di violazioni del Testo unico dell'edilizia ma anche di abuso d'ufficio per aver provocato un ingiusto vantaggio economico sia ai proprietari degli immobili sia ai progettisti e ai direttori dei lavori.  Rientrano in questa fattispecie - sempre secondo l'accusa - alcuni interventi edilizi su baracche, magazzini a uso agricolo e ruderi in zone vincolate, ristrutturati, ampliati e divenuti civili abitazioni anche se originariamente non lo erano. Almeno cinque i casi citati dall'accusa.

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