Finanza
LUCCHINI
Mobilitarsi con banche e governo
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Lo stabilimento Lucchini 2 MINUTI DI LETTURA
Circa un mese fa, esattamente il 21 marzo, a Piombino ci eravamo impegnati tutti insieme - forze politiche, sindacati, associazioni ed enti locali - affinché, responsabilmente, mettessimo in campo ogni risorsa tesa a scongiurare il declino del sito siderurgico di Piombino, mobilitando tutte le forze per chiedere al sistema bancario, che è il vero proprietario delle acciaierie, di costruire un piano industriale che qualifichi il ciclo integrale delle acciaierie con produzioni anche a valle e ad alto valore aggiunto. A distanza di più di un mese, purtroppo, raccogliamo ancora il grido di allarme dei lavoratori e dei sindacati, che denunciano il rischio di un disastro, dovuto dalla mancanza di eventuali acquirenti, lamentano azioni insufficienti da parte delle banche e dell'azienda e prefigurano un calo di produzione, causato dalle perdite continue di ordini a causa della scarsa liquidità nell'acquisto di materie prime. L'Italia dei Valori ribadisce la necessità di fare fronte comune per chiedere al governo di assumersi la responsabilità di una politica industriale che chiarisca definitivamente se l'Italia deve perdere, o no, anche questo settore strategico. È urgente, infatti, capire se questo è soltanto il governo delle chiacchiere, che si occupa dei problemi personali di Berlusconi, o se, invece, intende dare al Paese una politica industriale degna di questo nome. Per l'Italia dei Valori il polo siderurgico di Piombino è uno dei dieci grandi punti di crisi che, una volta risolti, segneranno la reale collocazione competitiva del sistema economico italiano. La delicata situazione delle acciaierie, dunque, deve essere affrontata come sito e non solo come singola azienda. È prioritario spingere il percorso con le banche, accelerando il prestito ponte di 50 milioni di euro previsti dopo la vendita da parte di Mordashov delle centrali elettriche di Ascometal. È inoltre fondamentale spingere il governo a individuare nuovi sbocchi e investitori credibili per segnare il rilancio della siderurgia, in Val di Cornia come nel resto del Paese. Dobbiamo responsabilmente accelerare la soluzione per evitare che le luci sulla Lucchini si spengano definitivamente. Roberto Rizzo (responsabile dipartimento lavoro-welfare Idv Toscana)
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