Il Tirreno

Canile, il progetto c'è ma manca l'ente attuatore

Canile, il progetto c'è ma manca l'ente attuatore

Con la chiusura dell'Unione dei Comuni la realizzazione della struttura rischia di saltare

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PORTOFERRAIO. Il progetto del canile è stato approvato. Come pure la convenzione che regolerà, da un lato, i rapporti tra il Comune di Capoliveri e i proprietari del terreno su Colle Reciso (ceduto all'ente pubblico) dove sarà realizzata l'opera, e dall'altro quelli tra il Comune e l'Unione chiamata a costruire il canile. Ma se il risultato è indubbiamente importante, dopo anni di discussioni, ritardi e polemiche, il momento e in parte i modi con i quali si arriva a questo primo traguardo non rassicurano sull'effettiva realizzabilità del progetto. Anzi. C'è il rischio concreto che il canile resti nel libro dei sogni degli elbani che lo chiedono da tempo.  Intanto il consiglio comunale di Capoliveri che ha dato il via libera all'opera (con un solo voto contrario a quanto pare legato alle preoccupazioni dei residenti di Lacona per gli effetti che avrà la struttura sul territorio) ha stabilito che il terreno individuato per il canile a Colle Reciso e ceduto dal privato al Comune e dal Comune all'Unione, sarà assegnato all'ente comprensoriale in comodato d'uso gratuito per dieci anni. A fronte di ciò l'amministrazione di Capoliveri non finanzierà nè la progettazione, nè la realizzazione, nè la gestione della struttura, aspetti che resteranno a carico degli altri sette Comuni.  La prossima chiusura dell'Unione, ente attuatore del progetto, mette poi in seria discussione la fattibilità dell'opera: non esiste più un soggetto unitario in grado di accollarsi un mutuo per finanziare e costruire la struttura ed è lecito chiedersi se in questo ruolo potrà subentrare qualche altro soggetto istituzionale.  «Le scelte fatte nell'ambito della convenzione approvata - spiega il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti - non devono essere interpretate come una presa di distanza dagli altri Comuni, anche perché sono da sempre un sostenitore del Comune unico. Semmai rientrano nella difesa delle municipalità. In consiglio abbiamo approvato il piano attuativo dell'azienda privata proprietaria dei terreni dove sarà costuito il canile, la convenzione con il privato, il progetto per il canile e contestualmente la convenzione con l'Unione. A questo punto ci sono tutti gli strumenti per partire a conferma della nostra volontà di realizzare l'opera che mai, in nessuna circostanza, abbiamo sostenuto di voler realizzare sul Monte Calamita». Insomma la scelta di Colle Reciso, nonostante le perplessità dei residenti di Lacona, non è mai stata messa in discussione. Semmai quello che preoccupa oggi, anche la stessa amministrazione capoliverese, è cosa succederà al progetto con la chiusura dell'Unione.  In rappresentanza dei tanti elbani che da anni chiedono la costruzione del canile in consiglio era presente anche Andrea Tozzi dell'associazione I Ragazzi del canile. «La contrarietà dei residenti di Lacona al progetto - afferma - è ed è stata frutto di disinformazione e strumetalizzazioni, forse da parte di chi su quell'area aveva altri tipi di interesse. Quello che ora ci preoccupa è da un lato la scelta di Capoliveri di non finanziare il canile nè mettere a disposizione le risorse per la sua gestione e dall'altro il fatto che il terreno sia dato in comodato d'uso gratuito solo per dieci anni, cosa che non era nei patti. Ritengo che la realizzazione dell'opera a questo punto sia piuttosto critica: non c'è più l'ente che era stato incaricato di realizzarla nè, da parte dei Comuni, con le uniche eccezioni di Portoferraio e Rio nell'Elba, c'è mai stata una chiara volontà di andare a concretizzare questo progetto». V.L.

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