Gioco
Tre giorni senza l'elicottero del 118
Soltanto ieri l'unico mezzo che può arrivare all'Elba è rientrato in servizio
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PORTOFERRAIO. Torna in servizio l'elicottero Pegaso abilitato al volo sull'acqua. La ditta che lavora in convenzione con il sistema regionale del soccorso sanitario ha dovuto ricorrere a un mezzo sostitutivo perché quello utilizzato fino ad oggi è sempre guasto. L'isola è rimasta priva di questo tipo di servizio per circa tre giorni nel corso dei quali, fortunatamente, non si sono verificate situazioni di particolare emergenza. «Come previsto dalla convenzione tra la Regione e la ditta che garantisce il servizio di elisoccorso - spiega il direttore del dipartimento emergenza-urgenza dell'Asl, Francesco Genovesi - in caso di guasto il mezzo deve essere sostituito. Quello nuovo è rientrato in servizio da oggi (ieri, ndr)». L'azienda sanitaria rispetto alla disponibilità dei Pegaso ha poca voce in capitolo: tutto dipende dai contenuti della convenzione regionale che, come noto, prevede solo un mezzo aereo abilitato al volo sull'acqua, dotato di caratteristiche speciali. Quindi il mezzo sostituitivo, arrivato tre giorni dopo il guasto, rimane comunque l'unico in grado di raggiungere l'Elba. Ecco perché, alla luce di quanto accaduto, costituisce una possibile svolta - in termini di maggiore sicurezza - l'intesa tra azienda sanitaria e Capitaneria sulla possibilità di attrezzare una motovedetta al trasporto dei pazienti gravi. A questo scopo è stato aperto un tavolo tecnico per la stesura di un protocollo. L'obbiettivo è quello di trovare un'alternativa al trasferimento urgente quando l'elicottero, per qualsiasi evenienza, non può raggiungere l'isola. Asl e Capitaneria hanno ritenuto opportuno cogliere l'occasione per definire un protocollo omogeneo e condiviso con le compagnie marittime per il trasporto in sicurezza durante la navigazione dei mezzi di soccorso. Intanto sul tema dell'emergenza-urgenza arrivano altre segnalazioni di criticità. Questa volta direttamente dagli addetti ai lavori: la Pubblica assistenza di Porto Azzurro. L'ambulanza dell'associazione, che ieri notte è intervenuta su un incidente tra due auto al Fanaletto, ha trasportato in ospedale una ragazza di Porto Azzurro ma poi è rimasta bloccata a Portoferraio perché al pronto soccorso non c'erano collari sostitutivi oltre a quelli applicati alla giovane e alla seconda persona coinvolta nell'incidente. Volontari e personale sanitario della Pubblica assistenza hanno dovuto attendere l'arrivo del radiologo reperibile e l'effettuazione degli esami del caso prima di poter tornare in servizio «lasciando scoperto il servizio di emergenza 118 - spiega l'associazione - nel versante orientale e a Porto Azzurro in particolare. Se ci fosse stata una nuova chiamata di emergenza in quel periodo? E' possibile che l'azienda sanitaria non riesca ad acquistare un numero sufficente di collari cervicali e di altri materiali (vedi tavole spinali) come previsto dall'articolo 27 dell'Accordo Quadro Regionale del 2004?».
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