Il Tirreno

Bonifiche all'ex Siderco, gara da 13,5 milioni

Nicola Stefanini
Lo scarico di una paiola di scorie d’acciaio nelle vasche del nuovo impianto Slag Pit
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Lo scarico di una paiola di scorie d’acciaio nelle vasche del nuovo impianto Slag Pit

Passano al Comune 17 ettari finora occupati dalla fabbrica

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 PIOMBINO. L'entrata in funzione dell'impianto Slag Pit chiude un confronto ultradecennale tra fabbrica e città incentrato sulle aree a ridosso di viale Unità d'Italia proprio all'ingresso di Piombino. Aree che adesso tornano nella totale disponibilità del Comune che può così dare concretezza al progetto Città Futura; progetto che si sviluppa proprio su quei circa 17 ettari liberati dal vecchio cantiere Siderco.  E dell'ultima versione di Città Futura - cioè di quel che resta del progetto, fortemente ridimensionato per mancanza di soldi - ha parlato ieri il sindaco Gianni Anselmi a margine della visita al nuovo impianto Lucchini per il trattamento delle scorie. A fronte dei 40 milioni necessari per il progetto originario, come ha spiegato Anselmi, ne sono disponibili circa 25, e una abbondante metà (13,5) serviranno per la bonifica e il ripristino dell'area ex Siderco. La gara per affidare questa prima fase degli interventi sarà bandita nel giro di un mese.  Una volta completata la bonifica dell'area, la "nuova" Città Futura consisterà dunque nella realizzazione di un viale per collegare la borgata Cotone con la città, una zona a verde e un grande parcheggio all'ingresso di Piombino. Forse potrebbero rientrare nel nuovo progetto anche il previsto museo del ferro e dell'acciaio, e il polo scientifico, ma in una versione molto ridotta rispetto al complesso da quasi 20 milioni di euro previsto prima del drastico taglio. Niente da fare, invece, per il centro dedicato a musica e danza previsto nella ambiziosa pianificazione del Piuss. Nel quadro del riassetto della zona d'ingresso alla città, sarà però recuperato l'ex circolo Pegaso per ospitare associazioni ed eventi musicali e culturali.  «Il Piuss - ha spiegato Anselmi - costava oltre 40 milioni e circa la metà doveva metterli il Comune. La possibilità di avere questi soldi era legata alla vendita dei terreni edificabili a ridosso di viale Unità d'Italia, ma come si sa l'asta è andata deserta. L'ultima legge finanziaria ha poi imposto un tetto all'indebitamento dei Comuni e se avessimo voluto andare avanti col Piuss avremmo impiccato per almeno quattro anni il nostro bilancio al solo progetto di Città Futura senza poter fare altro. Ecco quindi la necessità di ridimensionare tutto».  Non passerà per le aree ex Siderco, infine, il proseguimento della Statale 398 dal Gagno al porto. Questa è almeno l'idea di Anselmi in relazione a una ipotesi che ciclicamente torna a galla in alternativa al tracciato che prevede l'attraversamento della Lucchini sul versante a mare. «Io vorrei escludere il traffico di mezzi pesanti dalla città - dice il sindaco - comunque sono i tecnici che devono studiare la cosa e quindi proporre delle soluzioni».

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