Sicurezza
«La crisi c'è, sbagliato l'allarmismo»
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Vincenzo Renda Fim e Uil preoccupate per la Lucchini ma polemici con Fiom
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PIOMBINO. «Preoccupati, non sorpresi». I segretari Vincenzo Renda (Uilm) e Fausto Fagioli (Fim) condividono la preoccupazione di Fiom, ma non l'allarmismo sulla situazione produttiva dello stabilimento Lucchini. Ieri i due segretari hanno precisato la propria posizione. «L'azienda ci aveva informati che fino a giugno la fabbrica avrebbe sofferto - spiegano - e non è vero che in questa fase Lucchini produce meno per non comprare le materie prime. Piuttosto evita produzioni poco remunerative sul mercato, concentrandosi su quelle con più margini di profitto. Una scelta che comprendiamo, ma non possiamo condividere». Detto questo, Renda e Fagioli non negano le difficoltà evidenziate da Fiom. «Ieri è partita una nuova richiesta urgente al governo dalle segreterie nazionali dei sindacati - spiegano - vogliamo capire quali sono le novità per Piombino e per gli altri siti del gruppo. Sappiamo che il presidio di Bari sta per essere ceduto a una ditta della Repubblica Ceca. Qualcosa si muove, ma saremo più tranquilli quando l'assetto societario sarà ridefinito e avremo un quadro chiaro degli investimenti». Le incomprensioni con Fiom hanno fatto saltare la conferenza stampa congiunta di mercoledì. «La fiammella dell'unità non si spegne con queste polemiche - rassicurano Fim e Uilm - è chiaro però che gli strappi recenti, soprattutto quelli sui temi nazionali, non aiutano». Sulla Lucchini interviene anche Maurizio Zipponi, responsabile nazionale Lavoro dell'Idv: «Il futuro della fabbrica sta nelle decisioni che le banche prenderanno in questi giorni - spiega - le banche devono garantire gli investimenti per rinnovare l'altoforno, ristrutturare il debito e cercare nuove soluzioni imprenditoriali. E' importante che le ragioni di politica industriale prevalgano sugli interessi finanziari». L.C.
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