Il Tirreno

Allarme Fiom: fabbrica verso il disastro

Luciano Gabrielli
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Luciano Gabrielli

«Mancano persino i soldi per acquistare le materie prime»

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 PIOMBINO. «Ci stiamo avviando verso il disastro». Non usa giri di parole Luciano Gabrielli, segretario provinciale Fiom. Il futuro della Lucchini resta un rebus. L'azienda e le banche si muovono a piccoli passi, la vendita è ancora in ghiaccio. Ma la notizia del prossimo calo di produzione ha fatto partire un nuovo grido di allarme di Fiom.  Il problema, secondo il sindacato, è la poca liquidità a disposizione dell'azienda. «Si perdono ordini perchè non ci sono soldi per acquistare le materie prime e pagare le ditte - spiega Luciano Gabrielli - o si accelera il percorso con le banche o Lucchini rischia di spegnersi come una candela». I benefici dell'accordo con le banche, che prevedeva anche un prestito ponte da 50 milioni dopo la vendita da parte di Mordashov delle centrali elettriche di Ascometal, non si sono visti. «Pare ci siano problemi con la vendita delle centrali, situate in un terreno demaniale - spiega Gabrielli - intanto le imprese dell'indotto che hanno scommesso sulla ripresa soffocano. E in fabbrica ci sono aziende che pensano di rilevare le attività di altre, senza però riassorbirne i lavoratori». Fino ad ora, secondo Fiom, sono le incertezze sul futuro di Lucchini ad aver impedito la ripresa di Piombino, sebbene nel resto d'Europa gli stabilimenti a ciclo integrale siano tornati a generare profitti. «Si marcia a vista - commenta Mirko Lami, coordinatore Fiom delle Rsu Lucchini - l'azienda ha assunto interinali con contratti tre mesi, alcuni reparti lavorano, altri subiscono cali repentini di produttività. L'impressione è che si cerchi di tirare fuori il meglio da una situazione complicata, puntando ai picchi produttivi senza una strategia chiara».  Dalmine è l'unica realtà del polo siderurgico a dare segnali confortanti. Per Magona, invece, si aprirà a breve un nuovo periodo di cig. «Magona ha bisogno di investimenti seri sulle produzioni - commenta Gabrielli - ma l'aria che tira non è rassicurante. A gennaio il presidente Maurange ha assunto impegni importanti con l'assessore Simoncini. Da allora non si è più visto». L.C.

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