La manifestazione
Opere abusive sul Monte Capanne
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I blocchi di cemento abusivi sul massiccio dellAquila La denuncia dell'archeologo Zecchini: uno scempio
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MARCIANA. Un terrazzino in calcestruzzo con vista su un panorama mozzafiato fa tra le guglie granitiche del masso dell'Aquila alla Madonna del Monte. Proprio sulla vetta di una "cattedrale naturale" d'eccezionale concentrato di valori ambientali e archeologici un moderno terrazzo a blocchetti in calcestruzzo, intonacati all'esterno con malta cementizia color grigiotopo e dotati all'interno di un estetizzante marrone tendente al fucsia? Michelangelo Zecchini, archeologo, storico e profondo conoscitore della storia dell'Elba è convinto di un fatto: «La Madonna del Monte è un meraviglioso mix di ambiente, paesaggio, storia, archeologia. Qui ci si può calare in una pace di tipo eremitico. Da qui, si può allontanare lo sguardo verso la successione di valli, golfetti e spiagge dove l'opera dell'uomo appare ancora misurata». Il Santuario, raggiungibile mediante una strada selciata di origine tardorinascimentale, è un concentrato dei millenni di storia. S'inizia con l'esedra fatta di conci granitici, per passare al Cristo crocifisso scolpito in bassorilievo su lastra di marmo. Dentro la chiesa altri manufatti (un'acquasantiera datata 1609, un altare marmoreo del 1661) riferibili al periodo di maggiore floridezza. «A un tiro di schioppo - dice Zecchini - c'è un altro 'santuario', altrettanto apprezzabile, creato da madre natura. Si tratta del complesso granitico di assoluto pregio geologico e archeologico denominato Masso dell'Aquila. In realtà i massi sono parecchi, intrecciati a sagomare grotte e dolmens, arcuati a configurare ripari sottoroccia, slanciati verso il cielo, affinché vento e pioggia possano disegnare incavi e modellare guglie. L'insieme assume l'aspetto di una cattedrale, bizzarra e stupefacente nelle sue forme. D'intorno l'ambiente è incontaminato e il paesaggio circostante e sottostante, da Poggio a Serraventosa, da Sant' Andrea all'Enfola, è fra i più belli dell'Arcipelago toscano». Ancora le grotte, le strutture dolmeniche, i ripari rocciosi nascondono sepolture etrusche di epoca orientalizzante. Ma più che nei reperti fittili e metallici, la valenza della necropoli sta nelle architetture sepolcrali, tipiche dell'Elba. Tombe del genere esistono solo sul Capanne e sono di straordinaria importanza per gli studi di archeologia funeraria del mondo etrusco. «In mezzo a tutto questo - conclude lo storico elbano - un manufatto realizzato sulla guglia più alta della 'cattedrale' dell'Aquila per bearsi di scenari da incanto. L'idea è geniale e potrebbe essere replicata con successo, per esempio, sulla sommità della Torre di Pisa o in cima al Colosseo».
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