Italia
Nuovo guasto al Pegaso Paziente trasferito con una motovedetta
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Uno dei mezzi navali in dotazione alla Guardia Costiera di Portoferraio 2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Un'occlusione intestinale piuttosto seria che, per i medici dell'ospedale di Portoferraio, richiedeva un immediato intervento chirurgico. E così, come ormai prassi consolidata, il servizio di emergenza urgenza si è attivato per far atterrare al Carburo l'elicottero Pegaso della Regione. Peccato però che il mezzo fosse guasto. Perciò, come già accaduto in passato, si è dovuti ricorrere alla disponibilità della Capitaneria di Porto per il trasferimento del paziente via mare. L'episodio si è verificato ieri poco prima delle 14. Il paziente, un uomo di 78 anni residente a Milano ma originario di Firenze, era in vacanza all'Elba quando è stato colto da forti dolori e si è rivolto al pronto soccorso. Il trasferimento è stato effettuato da una motovedetta della Capitaneria che ha attraccato a Salivoli e da qui in ambulanza l'uomo è stato trasportato a Livorno per l'operazione. Quello che non ha funzionato, ed è la quarta volta in quattro mesi, è stato l'elicottero. L'unico mezzo abilitato al volo sull'acqua e quindi l'unico in grado di intervenire all'Elba era guasto. Un elicottero sostitutivo non c'è, nonostante le richieste arrivate anche dall'Asl che, dati alla mano, è evidentemente preoccupata di quanto sta accadendo. L'isola è il territorio dove più frequentemente è richiesto l'intervento del Pegaso: mediamente il 70% dei voli nella zona dell'Asl livornese ha come destinazione l'Elba. Lo scorso anno il 10% degli interventi richiesti - come risulta dai dati dell'azienda sanitaria - non è stato effettuato a causa di guasti. E per il 2011 la percentuale arriva, al momento, a sfiorare il 15% dei casi. Nelle situazioni meno urgenti c'è la possibilità di usufruire dei traghetti di linea ma solo di giorno. Di notte, senza navi, l'elicottero diventa indispensabile. E in caso di guasti l'unica alternativa è rappresentata dai mezzi navali delle forze dell'ordine, in particolare della Capitaneria che si è sempre resa disponibile a effettuare i trasferimenti ed anzi, con l'arrivo di una motovedetta in grado di trasportare barelle, ha proposto all'azienda sanitaria di consolidare la collaborazione. Proprio di questo si è discusso ieri mattina, poco prima che a Portoferraio si verificasse l'emergenza, tra la Capitaneria e l'Asl e si sono gettate le basi per rafforzare il sistema dell'emergenza-urgenza sull'isola.
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