Il Tirreno

Stop a buste, bottiglie e prodotti monodose

Un progetto per tagliare i rifiuti: ogni abitante ne produce oltre 1000 chili l'anno

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 PORTOFERRAIO. Ottantacinque tonnellate di shopper usa e getta, 179 di bottiglie di plastica, 790 di contenitori in vetro, almeno una tonnellata annua per ciascuna struttura ricettiva dell'isola derivante dall'utilizzo di prodotti da bagno o alimentari monodose.  In tutto più di mille tonnellate l'anno di rifiuti che finiscono impropriamente nei cassonetti il cui smaltimento costa intorno ai 250mila euro. Un problema che si protrebbe risolvere con un po' di buona volontà e la diffusione di buone pratiche. Ed è proprio su queste che i Comuni elbani, insieme alla Provincia, hanno cominciato a lavorare. L'amministrazione livornese ha messo in piedi, con il supporto tecnico e scientifico dell'istituto di ricerche Ambiente Italia, un piano ad hoc per l'Elba nell'ambito del progetto "Meno rifiuti".  Sull'isola se ne producono annualmente circa 33mila tonnellate, oltre mille chili all'anno pro capite (che diventano 722 facendo riferimento non solo ai residenti ma anche ai turisti, cioè al numero degli abitanti equivalenti) contro una media provinciale di circa 600. Della quantità totale di rifiuti solo il 18% in media è differenziato.  Le strategie proposte dalla Provincia per ridurre i rifiuti prodotti, ora all'esame delle amministrazioni comunali e presto al centro del confronto con associazioni e categorie economiche, sono di tre tipi. La prima riguarda l'abbattimento del consumo di buste per la spesa usa e getta, anche quelle biodegradabili. L'obiettivo è quello di coinvolgere tutte le attività commerciali nella distribuzione di buste ecologiche e riutilizzabili in grado di promuovere tramite un logo pubblicitario la campagna meno rifiuti e il territorio da un punto di vista turistico. Il secondo fronte è quello relativo alla riduzione del consumo di acqua e bibite in bottiglie di plastica tramite la riscoperta del vetro e del vuoto a rendere, l'installazione di fontanelle di acqua di qualità - come già sperimentato a Marciana Marina - e l'incentivazione dell'uso dell'acqua di rubinetto. Infine la Provincia, d'intesa con enti pubblici e privati, intende lavorare su un marchio di qualità da assegnare ad attività economiche e ricettive dove vengono promossi comportamenti virtuosi, a cominciare dall'eliminazione di confezioni monodose o prodotti monouso per arrivare alla raccolta differenziata in ciascuna camera d'albergo. V.L.

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