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Stazione in degrado La lista civica attacca Trenitalia e Comune
Francesco Rossi
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Lesterno della stazione 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Per parlare dei problemi della stazione, Comune dei Cittadini ha organizzato venerdì un incontro proprio alla stazione. Non c'è stato bisogno di computer, schermi o lucidi, bastava indicare con mano per capire la realtà cui si faceva riferimento. «Vedete quelle persone sul piazzale che dopo l'attesa possono finalmente salire sull'autobus? - ha chiesto ai presenti Massimo Zucconi, capogruppo della lista civica - Ebbene, in caso di pioggia non avrebbero avuto riparo, perché non c'è neppure una pensilina». Questo esempio "dal vivo" ha fatto da introduzione al tema dell'incontro, cioè «la disattenzione verso la stazione scarsamente considerata dall'amministrazione», tanto che, ad avviso di Zucconi, «la situazione era davvero migliore degli anni Sessanta». Perché? «Nonostante la stazione campigliese sia una stazione di bacino e di collegamento con il porto di Piombino (che conta tre milioni di passeggeri), è poco considerata da Trenitalia, che cerca di barcamenarsi e di pareggiare i servizi con altre stazioni di minore rilevanza come Cecina e Follonica. Poco considerata dall'amministrazione, che non potenziandola non ha favorito il passaggio per le merci dal traffico su gomma a quello su rotaia». Zucconi ha ricordato che lo sviluppo della zona industriale di Campo alla Croce doveva essere connesso alla possibilità di trasferire rapidamente le merci sui binari, sinergia che non si è verificata. Biglietteria e sala d'attesa, sono tipici di una stazione di periferia. «Fuori non c'è la minima indicazione. Non c'è un riferimento al borgo storico di Campiglia, al parco archeominerario o a Baratti e Populonia, ci troviamo proprio di fronte ad una landa desolata». «Quest'accozzaglia di funzioni, insieme al degrado, sono in assoluto contrasto con il piano di lottizzazione approvato nel 1998 con il titolo "area al servizio all'uomo ed ai veicoli"». Percorrendo la via della stazione da un lato troviamo i binari, dall'altro diversi capannoni di ingenti dimensioni, ancora inutilizzati. «Questi capannoni - ha proseguito Zucconi - danno un'immagine spettrale. Mi domando che senso abbiano in un luogo come la stazione. E dove sarebbe il servizio ai passeggeri previsto nel 1998? In pratica si sta rendendo la stazione una sorta di nuova zona commerciale». Secondo la lista civica, infatti, sarebbe prevista la realizzazione di ulteriori capannoni su 20 ettari di terreno e dietro l'autolavaggio del distributore Shell, prima del cavalcaferrovia, dovrebbe sorgere un nuovo centro commerciale di 1.600 mq. Non sono mancati strali anche contro il cavalcaferrovia, «che ha interdetto ai pedoni ed ai ciclisti l'accesso alla stazione». «Noi ci impegnamo - ha concluso Zucconi - per smuovere le istituzioni ma se non avremo dietro la gente, numerosa e convinta, la nostra sarà una battaglia persa».
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