Il Tirreno

Decolla l'eolico ideato a Piombino

Maria Lardara
Decolla l'eolico ideato a Piombino

L'Enatek costruirà a Prato pale orizzontali da montare sui tetti delle case

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 PIOMBINO. Nel giro di 9 mesi l'azienda piombinese Enatek srl aprirà una sede operativa a Prato dove produrrà, oltre all'ultima generazione di turbina di microeolico orizzontale, anche nuovi posti di lavoro. Un'idea nata da tre piombinesi.  L'ideatori della pala eolica orizzontale (Gianluca Cecchetti, Gabriele Martellucci e Giovanni Teglia), avevano già presentato nel maggio dell'anno scorso un prototipo del loro impianto durante il festival "Quanto Basta". Una pala sperimentala era stata anche intallata sul tetto dell'ospedale Villamarina.  Insieme ad un'altra azienda, la Mte Italia, che propone un sistema innovattivo per ripulire le marmitte degli autubus, la società piombinese ha ricevuto in finanziamento con un fondo speciale erogato dalla Camera di commercio di Prato per dare gambe a due progetti brillanti, innovativi ed economicamente sostenibili. L'ente camerale pratese ha messo 350mila euro ripartendo la torta tra i 200mila euro per Enatek e i 150mila euro da destinare alla Mte Italia. La Camera di commercio che - questa è particolarità del fondo sviluppo - entra nel capitale sociale dell'azienda, con una partecipazione al "rischio" d'impresa. Dalle testimonianze di Nicolò Oggiano, numero uno di Mte Italia, e di Gianluca Cecchetti, uno dei tre soci piombinesi della Enatek, si scopre quanto si possono fare affari con quella causa sacrosanta chiamata ambiente.  Eolico a misura di città. Dimenticate le pale che catturano energia dal vento e sono un pugno nello stomaco per il bel paesaggio. L'intuizione della Enatek, con sede legale a Piombino, è quella di realizzare microturbine da montare in orizzontale sui tetti di palazzi e centri commerciali, con un impatto visivo minimo. A fare da testa di ponte con Prato è il legame con il partner scientifico, il Pin universitario dove uno dei tre soci di Enatek, Gianluca Cecchetti, ricopriva fino a qualche anno fa l'incarico di direttore. L'impegno (per attuarlo saranno impiegate le risorse camerali) è ora quello di aprire una sede operativa a Prato per mettere in produzione le "Venturbine" e creare nuova occupazione. Il meccanismo è semplice: l'asse orizzontale, parallelo al tetto, sfrutta "l'effetto parete": in un anno l'impianto coperto da due brevetti può assicurare 2 mw/h (una famiglia in media ne consuma circa 3 in un anno). «Per adesso - spiega Cecchetti - l'impresa è costituita dai tre soci e coinvolge una decina di ricercatori».

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