Il Tirreno

Arrivi e presenze in calo: in difficoltà soprattutto il mercato italiano ma si allunga la durata delle ferie sull’isola

Ventinovemila ospiti in meno nell'ultimo anno

L’assessore Paolo Pacini
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L’assessore Paolo Pacini

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 PORTOFERRAIO. Una delle peggiori performance della Toscana. Mentre nel resto della regione, grazie soprattutto a una buona annata per le città d'arte, il turismo torna a dare segnali di ripresa, l'Elba continua a soffrire, anche più di quanto accade in altre località balneari del territorio regionale. Il dato percentuale non lascia spazio a intepretazioni: meno 6,7% negli arrivi, pari a 29mila turisti in meno rispetto al 2009, e meno 0,6% (una sostanziale stabilità grazie all'allungamento dei giorni di permanenza sull'isola dei vancanzieri) nelle presenze con una riduzione netta di 15mila pernottamenti. Con estremo ritardo rispetto alle evidenti esigenze di programmazione del principale settore economico dell'isola, sono arrivati a pochi giorni dalla Pasqua e dall'avvio della stagione 2011 i dati su arrivi e presenze nel corso del 2010. E non ci sono buone notizie. Colpa di una bassa stagione decisamente sofferta (meno 11mila arrivi a maggio e 23mila a giugno) e segnali di crisi anche in alta stagione (23mila 600 vacanzieri in meno ad agosto), solo parzialmente compensanti da un buon settembre (più 3.800 vacanzieri) e un ottimo ottobre (più 24mila).  Un quadro che rispecchia una tendenza generale in Toscana: la vera crisi anche in altre zone della Toscana è quella del turismo italiano (meno 24mila vacanzieri rispetto all'anno precedente) ed in particolare quello proveniente da Lombardia (-6,7% negli arrivi), Emilia-Romagna e Piemonte (in entrambi i casi -9,4%), Lazio (-11,1).  Tiene di più, anche se complessivamente diminuiscono gli arrivi, il mercato estero caraterrizzato da una diversa stagionalità.  A riquilibrare il settore mantenendo sostanzialmente stabile il dato relativo alle presenze (e quindi ai pernottamenti comunque diminuiti di 15mila unità) c'è stato, nel corso del 2010, un incremento della permanenza media dei turisti nelle strutture alberghiere (5,6 giorni) e extralberghiere (9,1 giorni). Ma non tutte le strutture ricettive prese in esame per calcolare l'andamento della stagione possono dire di essere comunque soddisfatte. Di fatto si sono salvate, con incrementi generali di arrivi e presenze, solo le residenze turistico alberghiere, gli affittacamere e le Cav (case e appartamenti vacanze). Nelle strutture alberghiere a 4 e 5 stelle, ad esempio, si è assistito a una riduzione del 14% degli arrivi e del 5,4% delle presenze. E' andata male anche per i campeggi con -9,7% per gli arrivi e -3% per le presenze. Situazione analoga anche per le altre strutture ricettive.

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