Il Tirreno

Denunciati due ragazzi romani che avevano svaligiato un negozio di abbigliamento

Ladri inchiodati dalle telecamere

La refurtiva e le armi sequestrate dai carabinieri di Porto Azzurro
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La refurtiva e le armi sequestrate dai carabinieri di Porto Azzurro

Con la refurtiva i carabinieri trovano anche due balestre

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 PORTO AZZURRO. Forse, a due settimane dal furto, pensavano ormai di averla fatta franca. Tanto sicuri del fatto e convinti che non sarebbe stato un problema ricettare scarpe, accessori e abbigliamento trafugati nottetempo da un negozio del centro. Evidentemente, i due ladri, entrambi della provincia di Roma, 24 anni lui, 22 lei, trovati con quasi 2mila euro di merce provento di reato, non avevano fatto i conti con la pervicacia dei carabinieri di Porto Azzurro.  L'episodio del furto risale alla fine del mese di marzo. Era giovedì notte quando i ladri, dopo aver forzato la porta riescono a portar via da una boutique del centro di Porto Azzurro: capi d'abbigliamento, cinture, scarpe e una borsa, di griffe importanti.  Poi si dileguano in strade che in quelle ore sono, ovviamente, deserte.  Passano i giorni e tutto sembra finito bene almeno per i due ladruncoli.  L'Arma di via Soferino, però, non ha nessuna intenzione di lasciare impunito il fatto e non sottovalutando assolutamente l'episodio, dopo attento sopralluogo sul posto, raccoglie e valorizza i pochi elementi investigativi a disposizione.  Con metodo i carabinieri mettono insieme il patrimonio informativo sugli ultimi arrivi nel territorio e quello che l'indagine offre, non ultima la possibilità di sfruttare gli occhi elettronici puntati sulle strade del comune longonese e che come è noto sono collegati anche con la Centrale operativa dei carabinieri.  Alla fine l'attività paga e a poco più di quindici giorni dal reato i carabinieri individuano un'abitazione dove sono temporaneamente ospitati un uomo e una donna, entrambi giovanissimi e tutti e due provenienti dalla provincia romana.  Dal meticoloso controllo dell'abitazione saltano alla fine fuori quasi tutti i capi rubati ma solo.  L'ospite dei ragazzi, infatti, presente al controllo, viene trovato in possesso di due grosse balestre, vere e proprie armi bianche che devono, per legge, essere denunciate all'Autorità di Pubblica Sicurezza.  A finire denunciato, invece, è il 66enne originario del Nord Italia e residente a Porto Azzurro, che dovrà rispondere, davanti ai giudici labronici, del reato di detenzione abusiva d'armi.  Per la coppia, invece, l'accusa è assai più pesante: la ricettazione, infatti, è punita ben più gravemente sia del furto che della detenzione d'arma e può arrivare fino a condanne di otto anni.

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di Redazione web