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Indotto Lucchini, a rischio una decina di posti alla Cmpi

L’altoforno Lucchini
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L’altoforno Lucchini

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PIOMBINO. A rischio il posto per una decina di lavoratori della Cmpi. L'azienda ha inviato una lettera alle organizzazioni sindacali in cui annuncia la volontà di procedere ai licenziamenti. Il motivo: alla Oma, ditta pescarese con cui Cmpi è costituita in associazione temporanea d'impresa, non sono più necessari nove degli undici operai impegnati in zona altoforno. Fim, Fiom e UIlm hanno chiesto di sospendere ogni atto, in attesa di un incontro con la Lucchini. Che tiene a precisare di aver mantenuto l'appalto. Un modo per sottintendere che l'eventuale interruzione dei rapporti di lavoro non le può essere imputata.  «Vogliamo capire se dietro la decisione della Oma di fare a meno di una decina di operai Cmpi, ci sia la sostituzione con altrettanta manodopera proveniente da realtà diverse. Anche la Lucchini ci deve delle risposte», afferma il segretario provinciale Fiom.  «Sappiamo - prosegue Luciano Gabrielli - che l'azienda ha eseguito lavori in Romania. E allora dobbiamo chiarire se, su Piombino, sono impiegati lavoratori locali o se si ricorre a personale proveniente, ad esempio, proprio dalla stessa Romania. Ossia persone inquadrate con condizioni contrattuali diverse da quelle italiane e, quindi, economicamente più vantaggiose per l'azienda».  L'incontro potrebbe svolgersi la prossima settimana. Più o meno nello stesso periodo in cui verrà fissata un'altra riunione con i sindacati. Stavolta per la comunicazione del nuovo calendario produttivo. L'ipotesi di un ulteriore taglio alle colate aleggia già da qualche giorno.  «Ad un problema generale dovuto alla riduzione di ordini - sottolinea Gabrielli - in Lucchini si somma la mancanza di liquidità che mette a rischio l'acquisto di materie prime».  Sul versante della crisi dello stabilimento, è da registrare l'incontro tra l'assessore regionale Gianfranco Simoncini e il sottosegretario Saglia. L'obiettivo resta quello di dare continuità produttiva alla fabbrica. Per metà maggio è stato convocato un nuovo vertice con tutti i soggetti coinvolti.

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