Il Tirreno

Unione, i debiti saranno ripartiti tra tutti i Comuni

Un presidio di protesta dei dipendenti dell’Unione
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Un presidio di protesta dei dipendenti dell’Unione

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 PORTOFERRAIO. Sarà il segretario generale della Provincia, nominato dlala Regione su indicazione del presidente, Giorgio Kutufà, a scrivere la parola fine sulla pur breve vita dell'Unione dei Comuni dell'Elba e dell'Arcipelago. Lunedì la giunta regionale ha approvato la nomina di Fabio Martino Battista, 40 anni, segretario generale a Livorno dal primo dicembre del 2009, a commissario straordinario dell'Unione con il compito di predisporre (ci vorranno almeno 6 mesi) un piano per la successione nei rapporti attivi e passivi e per il subentro nelle funzioni esercitate dall'ente. Più semplicemente dovrà chiarire la situazione economica dell'Unione, stabilire il "dare e avere" chiamando in causa i Comuni che fanno parte dell'ente ma anche quelli che ne sono fuori ma che in passato hanno aderito alla Comunità montana. Insomma i debiti, stimati intorno ai tre milioni di euro (anche se un quadro definitivo non c'è vista la mancata approvazione dei bilanci), alla fine ricadranno sulle teste di tutti.  Ma questa non è che una delle questioni che il commissario dovrà risolvere. Con il suo insediamento (entro i prossimi 20 giorni), subito dopo il passaggio di consegne con il commissario incaricato dal Ministero dell'Interno, dovrà affrontare anche le questioni relative al personale: amministrativi, operai forestali e dipendenti del settore bonifica. Un quadro complessivo dal quale emergerà anche la soluzione da attuare rispetto ai lavoratori che passeranno alla Provincia e quelli che invece, sulla base delle competenze, saranno assegnati ad altri enti. Il piano redatto da Battista sarà poi trasmesso alla giunta regionale per presa d'atto. Dopo di che, con proprio decreto, il presidente della Regione chiuderà definitivamente l'Unione.  Alla decisione dell'estinzione dell'ente si è arrivati dopo vari tentativi da parte dei Comuni elbani di attivare le gestioni associate obbligatorie. Operazione ripetutamente fallita. Nonostante ciò un mese fa una parte dei Comuni ha richiesto alla Regione una proroga per un ultimo tenativo, cosa che in realtà ha confermato alla giunta fiorentina «l'inerzia registratasi negli ultimi due anni rispetto ad un adempimento obbligatorio per legge - si legge nella delibera - e il protrarsi del mancato accordo tra i Comuni costituenti l'Unione circa il superamento di tale inerzia».

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di Redazione web