Il Tirreno

Sabbia dal fiume Cornia per salvare la Costa est

Katia Ghilli

In corso i rilievi dei sedimenti. Poi il via al ripascimento dell'arenile con 9mila metri cubi

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 PIOMBINO. Sta per prendere vita il progetto definitivo di difesa del sistema dunale della Costa est, attraverso la movimentazione di sedimenti marini alla foce del Cornia. In questi giorni, la Provincia ha affidato alla ditta Colmar di La Spezia l'incarico di eseguire il prelievo di sabbia per effettuare dei rilievi topografici.  Si tratta di una fase preliminare che prevede la movimentazione complessiva di circa 9mila metri cubi di arenile da spargere lungo la costa per ricostruire duna e linea di riva.  I rilievi servono a capire se la sabbia alla foce del fiume è adatta per l'uso cui è destinata e quale potrà essere l'impatto alla foce del Cornia quando verrà a mancare il quantitativo di materiale.  L'idea di prelevare sabbia dalla foce del fiume nasce dall'analisi dell'evoluzione geologica del territorio, quando la foce del era linea di riva. Da qui l'ipotesi dei tecnici di analizzare la sabbia per ricostruire la spiaggia della Costa est. Se l'esito dei rilievi sarà incoraggiante, la Provincia passerà alla fase di prelievo e trasporto dei 9mila metri cubi di sabbia per un raggio d'azione massimo di 11 chilometri.  L'impegno della Provincia si estende anche all'altro progetto di ripascimento che è atteso da anni: quello del Golfo di Baratti. Poche settimane fa si è conclusa la conferenza dei servizi che ha analizzato il progetto definito, approvato mesi prima, con l'indicazione delle prescrizioni ricevute dal processo di valutazione d'impatto ambientale della Regione. Adesso siamo nella fase della progettazione esecutiva.  Altro fronte sul quale è impegnata la Provincia è il ripascimento di Rimigliano, per il quale servono i permessi necessari per procedere con la progettazione esecutiva. Tutti gli enti coinvolti saranno riuniti in una conferenza dei servizi, entro fine mese.  Intanto, in questi giorni, ha ripreso la fase di caratterizzazione dei cumuli di sabbia presenti nelle cosiddette "miniere sottomarine": la Regione vuol capire se posono servire per i ripascimenti, in modo da utilizzare già la sabbia levigata dal mare, invece di trovare altre soluzioni (come, ad esempio, il materiale di cava). La nave "Blue Dream" del Consorzio per il Centro interuniversitario di biologia marina ed ecologia applicata "Bacci" sta eseguendo campionamenti al largo dalla nostra costa.

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