Attenzione
È successo alle medie. Camerini, vicesindaco e insegnante minimizza: «Altrove succede di peggio»
Bulli a scuola, genitori preoccupati
Paolo Federighi
Flauto immerso nel wc per tormentare un compagno di classe
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SAN VINCENZO. Scuole medie "P. Mascagni". È il momento della ricreazione. Un alunno (che chiameremo X) se ne va in giro a parlare con gli altri mentre mangia qualcosa. Altri due alunni (Y e Z), si avvicinano allo zaino di X, lo aprono, estraggono il flauto e se lo portano via. L'ora di educazione musicale è immediatamente successiva alla ricreazione. Y e Z vanno in bagno, immergono il flauto nel Wc, rientrano in classe e lo ripongono nello zaino di X. Prima della lezione di musica, X estrae il flauto, tutto bagnato, e lo annusa. Si accorge poi, dalle risate stampate sul volto di Y e Z, che è stato infilato nel Wc. Y e Z ricevono una nota sul registro. Non è il primo gesto offensivo ai danni di X, ma, a quanto pare, le offese, le prese in giro e quant'altro avvengono soprattutto fuori dalla scuola. Atti assai precoci di bullismo, l'anno scorso, furono commessi nella scuola elementare sanvincenzina, in cui si verificò il caso di un alunno che, preso in giro insistentemente da alcuni compagni, è stato trasferito dai genitori in un'altra scuola della zona. Stessa sorte è toccata ad alcuni altri. Fabio Camerini, vicesindaco e insegnante di matematica alle scuole medie di San Vincenzo, analizza la situazione, che, per ciò che riguarda San Vincenzo, non considera grave: «Sì - dice Camerini - il fatto è accaduto». «Ma non lo considero un fatto di estrema gravità - aggiunge - quanto piuttosto una ragazzata che, in seguito, non ha avuto ripercussioni. Altra questione, però, è se fatti del genere si ripetono con frequenza fuori dalle scuole. Negli ultimi anni vi sono stati atti di vandalismo in paese, scritte razziste e altro. Ma - prosegue - non sono gesti di ragazzi di 13 o 14 anni, quanto piuttosto di ragazzi un po' più grandi che, nella società attuale, non trovano più valori saldi e punti di riferimento precisi. All'interno delle scuole di San Vincenzo, in cui insegno da 5 anni, non ho mai rilevato fatti gravi o che vadano oltre la classica ragazzata - aggiunge l'assessore - Possibile poi, e questo è un fatto da considerare, che vi siano ragazzi più sensibili di altri, e che la stessa ragazzata possa nuocere profondamente ad alcuni e assai meno ad altri. Ma ho girato, nella mia lunga carriera scolastica, le scuole di tutta la provincia. E posso dire con certezza che San Vincenzo, rispetto a molti altri casi, è un'isola felice. Stiamo realizzando da tempo progetti legati al bullismo, ed i ragazzi vi partecipano attivamente e con piena consapevolezza. Gli atti gravi in ambito scolastico - conclude - sono ben altri, e purtroppo ho assistito a molti, in confronto ai quali ciò che succede qui non è niente».
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