Sicurezza
Benzapirene, i dati stanno già migliorando
L'assessore Chiarei: «Siamo subito intervenuti con la Lucchini»
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PIOMBINO. «Ci siamo accorti subito che il trend dell'inquinamento da Ipa era in aumento, a partire dal secondi trimestre dell'anno scorso. Per questo - sostiene l'assessore all'ambiente Marco Chiarei ci siamo altrettanto celermente consultati con l'Arpat e attivati con la Lucchini, dopo aver accertato che la causa era da ricercare nella conduzione della cokeria». Le cose non sono state affatto nascoste. Chiarei sostiene di aver detto già a settembre, durante un'assemblea al Cotone, che si stava superando di nuovo la soglia di un nanogrammo per metro cubo. E' seguito un incontro con i dirigenti dell'azienda, che non avrebbero smentito la situazione, bensì sostenuto che dipendeva da problemi di manutenzione resi difficili dalla sitazione economica dell'azienda. «Tuttavia - sostiene Chiarei - ci fu un impegno ad intervenire per superare il problema. E se è vero che a giugno la media era di 1,67, al portavoce del comitato antinquinamento Canduzzi è sfuggito il fatto che i dati sono ricominciati a migliorare ad agosto e, tra settembre e dicembre la media degli ultimi 4 mesi era scesa a 1,03». Insomma, il Comune non sarebbe stato con le mani in mano e, sempre secondo quanto afferma l'assessore, proprio nelle scorse settimane c'è stato un nuovo incontro tra lui, il sindaco Anselmi, l'ad Marcello Calcagni e il direttore delle relazioni esterne Francesco Semino. «L'azienda si è impegnata ad aumentare le manutenzioni, a sostituire porte e coperchi della cokeria usurati e ad installare strumenti di monitoraggio in continuo». «Ho commissionato all'Arpat uno studio aggiuntivo sui rumori che mi è stato consegnato a dicembre. Secondo i pareametri previsti dalla legge i dati dimostrano che la situazione è migliorata. Questo certo non vuol dire che non ci siano disagi». Chiarei ammette che i cattivi odori sono aumentati, ma sullo spolverino, invece, l'Arpat avrebbe verificato che l'azienda rispetta l'ordinanza che gli impone di bagnare i carbonili. «Ma la soluzione - sostiene l'assessore - può arrivare solo con le prescrizioni contenute nell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) che il ministero sta preparando. Al primo punto abbiamo chiesto che sia prevista la copertura di tutti gli stoccaggi delle materie prime». Chiarei evita di scendere in polemica col comitato. «Le porte dell'ufficio ambiente sono sempre aperte. Siamo pronti al confronto, partendo però dal fatto che su questi temi non si può essere superficiali». (g.p.)
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