La manifestazione
LArpat pubblica la relazione 2010. Da maggio la media annua è passata da 0,8 a 1,45 nanogrammi
Torna l'allarme inquinamento
Giorgio Pasquinucci
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La sfornata della cokeria della Lucchini I dati del benzapirene ripendono a crescere, protesta il comitato
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PIOMBINO. L'inquinamento da Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) è in aumento dal maggio dell'anno scorso. Lo conferma una relazione dell'Arpat, sulla base dei rilevamenti effettuati sulle polveri catturate dalla centralina del Cotone. Dopo una progressiva discesa che aveva portato, a partire dal dicembre 2007, le concentrazioni di benzoapirene nell'aria sotto il nanogrammo per metro cubo, dato addirittura inferiore al valore limite di legge, i dati sono ripresi a salire nel secondo trimestre 2010. Da 0,8 si è passati a un nanogrammo per metro cubo, poi, nel terzo trimestre ad 1,5. Il valore medio calcolato al primo gennaio dall'Arpat è ora di 1,45. Certo non c'è paragone con i dati che si registravano prima della chiusura della vecchia cokeria da 27 forni - avvenuta nel maggio del 2006 - ma il dato ha di nuovo messo in allarme il comitato antinquinamento. «Come avevano denunciato al sindaco nel maggio dell'anno scorso - dice il portavoce Claudio Canduzzi - la situazione ambientale è peggiorata. Puzzo di gas, spolverino e rumore hanno di nuovo raggiunto soglie insopportabili. Il comitato e molti cittadini che condividono le nostre preoccupazioni anche di Facebook (comitato.ambiente.piombino) non sono più disposti a svendere la salute per un'occupazione peraltro sempre più precaria». Il comitato sostiene di aver incontrato, nel luglio 2010, l'assessore all'ambiente Marco Chiarei, evidenziando «clamorosi buchi nei rilievi effettuati dall'Arpat: a inizio 2009 ben 40 giorni senza dati, chiedendo nuovamente d'intensificare i controli sull'inquinamento atmosferico e acustico». In particolare il comitato aveva chiesto di obbligare l'azienda a coprire con tensioattivi i cumuli di materie volatili per diminuire il fenomeno dello "spolverino". «Le stesse richieste insomma che ripetiamo da 13 anni. All'inizio del 2011 - sostiene il comitato - l'assessore Chiarei ha dichiarato durante un'assemblea al Cotone che la situazione ambientale era sotto controllo e che anche l'inquinamento acustico risultava nei limiti. Ma intanto Piombino è nella lista dei 44 siti italiani più esposti a rischio tumore». I dati da cui si è partiti sono comunque impressionanti. Nel 2009, prima del rifacimento delle cokeria da 45 forni e revampig della 24, gli Ipa superavano i 18 nanogrammi per metro cubo. Poi è seguita una progressiva discesa fino al 2003, quando per la prima volta le concentrazioni di benzapirene è scesa sotto i 2 nanogrammi. Ma fu una festa che durò poco quella celebrata anzitempo al Castello dall'Arpat e dall'allora assessore all'ambiente Faggiani, poiché, subito dopo, la situazione tornò repentinamente a peggiorare. La prima giunta Anselmi, al suo insediamento nel 2004, si trovò alle prese con una media Ipa di 11 nanogrammi. Da allora si è registrata una nuova discesa, che ha toccato nel settembre del 2008 il suo dato migliore, mantenendosi sotto il nanogrammo fino al maggio dell'anno scorso. «Nella lettera inviata al sindaco nel maggio scorso - sostiene il comitato antinquinameto - avevano fatto presente che, vista la situazione con le acciaierie in svendita, per evitare che eventuali acquirenti pensassero a Piombino come un paese del Terzo mondo, era necessario innalzare subito i controlli dell'Arpat e dell'Asl, fuori e dentro lo stabilimento». La preoccupazione del comitato è evidente. L'attuale situazione finanziaria della Lucchini, che si ripercuote anche nella conduzione degli impianti, rischia di far abbassare la soglia di attenzione sui problemi ambientali. Non siamo certo ai livelli incredibili del 1999, ma la tendenza ad un nuovo innalzamento dei livelli d'inquinamento potrebbe mettere in discussione risultati raggiunti con anni di lotte e denunce. Nelle prossime settimane il comitato convocherà quindi un'assemblea per discutere le iniziative da prendere per «costringere il sindaco, come primo responsabile della salute, e gli assessori all'ambiente di Comune, Provincia e Regione ad anteporre la salute e la dignità dei cittadini e dei lavoratori al profitto aziendale».
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