Il Tirreno

Sull'acqua pubblica summit di cittadini in piazza Gramsci

Una delle numerose raccolte di firme per i referendum organizzate dai movimenti per l’acqua pubblica
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Una delle numerose raccolte di firme per i referendum organizzate dai movimenti per l’acqua pubblica

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 PIOMBINO. Venerdì - alle 17 - in piazza Gramsci il comitato acqua pubblica Val di Cornia incontra la cittadinanza in una assemblea dibattito sui temi dei referendum. «Si avvicina la data dei 4 referendum su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento - spiegano al comitato - Il 12 e 13 giugno andremo a votare per esprimerci su grandi temi che coinvolgono fortemente la vita concreta di tutti noi».  «L'acqua è un bene comune essenziale il cui accesso deve essere assicurato a tutti in forma pubblica - spiegano al comitato acqua pubblica Val di Cornia - Decidere sul nucleare (soprattutto dopo il terribile incidente del Giappone) è decidere sulla futura politica energetica italiana, il legittimo impedimento chiama in causa un valore fondamentale: la legge è uguale per tutti».  Anche a Piombino e in Val di Cornia si è da tempo costituito questo comitato che, partendo dalla campagna per l'acqua pubblica, è ora impegnato a sostenere la partecipazione al voto e i quattro sì. Chi volesse maggiori informazioni può contattare l'indirizzo mail comitatoacquavaldicornia@gmail.com; tel 3398018138; sede c/o ARCI Via Pisacane 64 Piombino. Prossima riunione mercoledì alle 21 all'Arci.  In argomento referendum-acqua è tornato ad esprimersi anche il comitato referendum acqua pubblica che scrive: «I referendum sull'acqua, che si terranno il 12 e 13 giugno - si ricorda - prevedono di abrogare la norma che impone la privatizzazione della gestione, impedendo la scelta di mantenere una gestione pubblica anche là dove tale opzione viene ritenuta maggiormente vantaggiosa dagli enti locali».  «Noi vogliamo - sottolinea il comitato referendum acqua pubblica - che si esca da questa logica privatistica, innanzitutto vogliamo non pagare al privato quell'esoso balzello del 7% del capitale investito, poi vogliamo che proprio attraverso l'uso razionale e il risparmio idrico si riducano i costi, per opere faraoniche come il tubone della dorsale tirrenica e il dissalatore, i costi dell'energia elettrica del pompaggio dell'acqua dai pozzi e per il trasporto a lunga distanza e si rendano autonomi i vari bacini, come la Val di Cornia e l'Elba» conclude il comitato referendum acqua pubblica.

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