Il dolore
Cento emozionanti candeline per Cesira
Per lei gli auguri di tutte le associazioni e i fiori dal sindaco
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Cento candeline per Cesira Bianchi Castellani, che festeggia oggi un compleanno davvero speciale. Per lei gli auguri di tutte le associazioni alle quali la famiglia è iscritta, da Ciasa fino alla Cgil, che dalla sede regionale di Firenze ha inviato una pergamena di felicitazioni a questa simpatica e straordinaria signora. Altrettanti auguri sono giunti a Cesira dal vescovo Carlo Ciattini, che ha potuto incontrare durante la sua recente visita alla Misericordia. La sorpresa più grande per la neocentenaria è stato tuttavia l'incontro con il sindaco Gianni Anselmi, che ha voluto salutare la signora Cesira nella sua casa di via Gori e porgerle l'omaggio di un mazzo di fiori e di uno speciale attestato del Comune.
Momenti di commozione e tanti sorrisi per un abbraccio che ha visto presenti i due figli di Cesira, Sergio e Alba, alcuni nipoti e molti amici. Nata a Venturina il 17 aprile del 1911, Cesira vive a Piombino fin dal 1929, cioè da quando all'età di diciotto anni, dopo quattro di fidanzamento, sposò suo marito Marino Bianchi, scomparso nel 1985. «Il vero nome, tuttavia, era Libertario - ricorda - ma fui io stessa ad andare in Comune a chiedere che gli fosse cambiato. Erano anni difficili, quelli. Il fascismo controllava ogni cosa, e un nome del genere poteva creare qualche problema». Una volta sposati, Marino e Cesira si trasferiscono a Populonia Stazione. Lavorano i campi e hanno anche un frantoio, al Poggetto, che mantengono per tutto il periodo della guerra.
«Allora - racconta - ci tornò prezioso per aiutare molte persone». Poi la guerra finisce e al frantoio si sostituisce l'impresa dove Marino va a lavorare come muratore. Ora vivono a Montecaselli. I figli crescono, a loro volta si sposano e nascono tre nipotine, Patrizia, la figlia di Alba e Rossella e Alessandra, figlie di Sergio. Oggi Cesira è anche la bisnonna di tre bellissime ragazze, Silvia, Giulia e Giada. «E come figli e nipoti - commenta - sono tutte molto in gamba: Alba, per esempio, è bravissima con le poesie. Vuole sentire quella che mi ha scritto vent'anni fa per i miei ottant'anni? Gliela recito a memoria. Vale anche adesso, basta cambiare gli anni». M.M.A.
Momenti di commozione e tanti sorrisi per un abbraccio che ha visto presenti i due figli di Cesira, Sergio e Alba, alcuni nipoti e molti amici. Nata a Venturina il 17 aprile del 1911, Cesira vive a Piombino fin dal 1929, cioè da quando all'età di diciotto anni, dopo quattro di fidanzamento, sposò suo marito Marino Bianchi, scomparso nel 1985. «Il vero nome, tuttavia, era Libertario - ricorda - ma fui io stessa ad andare in Comune a chiedere che gli fosse cambiato. Erano anni difficili, quelli. Il fascismo controllava ogni cosa, e un nome del genere poteva creare qualche problema». Una volta sposati, Marino e Cesira si trasferiscono a Populonia Stazione. Lavorano i campi e hanno anche un frantoio, al Poggetto, che mantengono per tutto il periodo della guerra.
«Allora - racconta - ci tornò prezioso per aiutare molte persone». Poi la guerra finisce e al frantoio si sostituisce l'impresa dove Marino va a lavorare come muratore. Ora vivono a Montecaselli. I figli crescono, a loro volta si sposano e nascono tre nipotine, Patrizia, la figlia di Alba e Rossella e Alessandra, figlie di Sergio. Oggi Cesira è anche la bisnonna di tre bellissime ragazze, Silvia, Giulia e Giada. «E come figli e nipoti - commenta - sono tutte molto in gamba: Alba, per esempio, è bravissima con le poesie. Vuole sentire quella che mi ha scritto vent'anni fa per i miei ottant'anni? Gliela recito a memoria. Vale anche adesso, basta cambiare gli anni». M.M.A.
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