Il dolore
Liniziativa promossa da Sel e Legambiente per salvare anche Pianosa
Nasce il comitato contro il nucleare
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PORTOPFERRAIO. Anche all'Elba nasce il Comitato contro il nucleare per dire sì al referendum ed evitare il ritorno dell'energia atomica in Italia. Un Comitato promosso da Sinistra ecologia e libertà dell'Elba insieme a Legambiente Arcipelago ma aperto alle adesioni di tutti: cittadini, associazioni e partiti politici. Ne fanno provvisoriamente parte trenta cittadini elbani. Questi i nomi delle persone che hanno già aderito: Ackermann Marianne (infermiera), Alessi Danilo (amministratore), Altini Antonio (studente), Battaglia Cinzia (guida ambientale), Bertani Giorgio (pensionato), Biancotti Gianfranco (informatico), Biragli Renata (pensionata), Castells Stefano (taxista), Colombo Emanuela (insegnante), Contin Giuseppe (disoccupato), Digiacomo Salvatore (dipendente pubblico), Ferrà Lucrezia (studentessa), Franzin Dario (botanico), Friaglia Ezio (pensionato), Gentili Francesco (consulente del lavoro), Ghiringhelli Sabrina (insegnante), Lucchini Ugo (enologo), Marotti Nunzio (insegnante), Martini Sergio (studente), Martorella Mario (pensionato), Mazzantini Umberto (giornalista), Mazzei Maria Grazia (direttore amministrativo), Muti Jessica (impiegata), Neri Margherita (studentessa), Palombo Leonardo (studente), Poli Massimo (cuoco), Rizzoli Carlo (amministratore), Rossi Sergio (giornalista), Sala Mariella (insegnante), Sardi Silvia (studentessa). Il Comitato, che è aperto e sarà integrato con l'eventuale adesione di rappresentanti di associazioni e forze politiche (o anche da cittadini che decideranno di farne parte a titolo personale), gestirà le iniziative della prossima campagna referendaria. In particolare il Comitato si spenderà per sensibilizzare la popolazione elbana sulla opportunità di votare "sì" alla abolizione del nucleare in Italia, una questione che tocca anche direttamente il destino della nostra provincia. Pianosa rimane infatti una delle possibili destinazioni di una centrale secondo i piani del governo, al pari della vicina Scarlino. Ma anche le miniere capoliveresi sono state indicate - negli studi elaborati fino a oggi - come possibile sito per lo stoccaggio delle scorie.
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