Il dolore
Da settembre sette maestre in meno
Cinque le insegnanti che perderanno il posto a Porto Azzurro
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. E' scontro tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori della scuola e l'ufficio scolastico provinciale. Ma soprattutto è di nuovo in discussione il mantenimento dei posti di lavoro degli insegnanti all'Elba e quindi la qualità dell'istruzione su un territorio storicamente problematico come quello isolano. I posti che potrebbero saltare dopo i tagli dello scorso anno sono quelli di sette maestre. La conferma arriva dall'ultima riunione con l'ex provveditorato agli studi sugli organici per le scuole primarie e dalle osservazioni avanzate in quella sede dai rappresentanti sindacali della Funzione pubblica Cgil. Perplessità e critiche che arrivano in particolare dal Patrizia Villa che punta il dito sui criteri di ripartizione delle cattedre che andrebbero a penalizzare proprio le isole, l'Elba ma anche Capraia. Su tutta la provincia di Livorno, in base al numero degli iscritti e in relazione alle norme che già lo scorso anno hanno messo in discussione decine di posti di lavoro le cattedre a rischio sono 13. Più della metà, cioè 7 posti di lavoro, sono all'Elba e la scuola primaria che subirà maggiormente il ridimensionamento sarà Porto Azzurro (con 5 perdenti posto) seguita da Marciana (gli altri due), territori dove «la popolazione scolastica é storicamente piccola e rarefatta per problemi logistici reali» spiega la sindacalista. «L'Elba e Capraia - afferma Villa - hanno sempre sofferto di discontinuità di insegnamento dato l'altissimo numero di precari e quest'anno si rendono soprannumerari insegnanti che hanno scelto di stabilirsi sull'isola e garantire continuità. La situazione di Marciana probabilmente avrebbe potuto essere migliorata salvando uno dei soprannumerari con una cattedra mista inglese comune. Nei fatti probabilmente uno dei due posti si salverà, ma non sarà più una cattedra da titolare». Cioè si trasformerà nell'ennesimo posto da insegnante precario. Ma a cosa si deve l'emorragia di posti di lavoro per gli insegnanti nelle scuole primarie? Da un lato c'è l'organizzazione degli organici sulla base delle 27 ore settimanali di lezione (anziché 30) e contemporaneamente l'innalzamento del numero degli alunni per classe (parallelo a una pur minima riduzione degli iscritti). Insomma da un lato più studenti in un unica aula (da seguire tutti insieme) dall'altro meno insegnanti per quegli alunni: 13 in meno ma solo grazie al contemporaneo pensionamento di 42 docenti. V.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google