Il Tirreno

Appello ai sindaci da Tozzi ospite del convegno dell’Accademia navale

«Aree marine protette inevitabili ma i Comuni non lo hanno capito»

Un delfino di fronte alle coste dell’Isola d’Elba
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Un delfino di fronte alle coste dell’Isola d’Elba

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 PORTOFERRAIO. Una protezione contro l'inquinamento e un'occasione per il turismo che l'Elba e l'Arcipelago non sono ancora riuscite a cogliere. Si tratta delle aree marine protette uno dei temi al centro del convegno organizzato dall'Accademia navale di Livorno, nell'ambito delle iniziative del Trofeo Accademia navale 2011, al centro culturale De Lagier di Portoferraio con la partecipazione delle scuole superiori dell'isola e del Parco.  L'Accademia ha voluto coivolgere anche l'Elba nel ricco programma di iniziative legato al Tan valorizzandone l'aspetto principale: la straordinaria ricchezza ambientale che merita tutela e valorizzazione. All'appuntamento ha preso parte anche l'ammiraglio Pierluigi Rosati, comandante dell'Accademia navale. A fare gli onori di casa il comandante della Capitaneria di Portoferraio, Antonio Catino.  Gli studenti del "Foresi" hanno presentato una relazione sulla sicurezza in mare, mentre quelli del "Cerboni" hanno invece affrontato il tema delle aree marine protette e del turismo sostenibile. Argomenti al centro anche dell'intervento del presidente del Parco, Mario Tozzi, che ha chiuso la giornata di lavoro affrontando il problema di fondo: la necessità di tutelare il mare attraverso uno strumento come appunto le aree marine protette che tuttavia per l'Arcipelago sono una realtà ancora lontana. Qualcosa nel percorso di istituzione della Amp si è inceppato «e la colpa - afferma Tozzi - è degli amministratori locali che non hanno capito che l'area marina portetta è l'unica cosa che gli consente di decidere cosa fare del loro mare. Al Giglio c'eravamo quasi riusciti, poi è cambiata l'amministrazione comunale. L'area marina protetta è un'opportunità, un bollino blu di qualità che si traduce in una occasione per l'economia e per il turismo. Sono convinto che prima o poi questo discorso si capirà, anche all'Elba».  Per Tozzi sarebbe opportuno dare vita a un'area marina protetta omogenea per l'Arcipelago toscano frutto dell'iniziativa degli amministratori locali «prima che qualcuno - afferma - venga ad imporcela dall'alto». Avviarne la costituzione sarebbe possibile da subito. «In questi ultimi mesi del mio mandato - spiega il presidente del Parco - sarebbe possibile fare molte cose: l'area marina protetta è una di queste insieme al piano di sviluppo socio economico del Parco, l'apertura di Villa Literno a Pianosa, la regolamentazione sulle piccole isole e anche l'acquisto delle dune di Lacona». Obiettivi che il Parco può raggiungere ma ha bisogno della collaborazione delle altre istituzioni sul territorio. «Dovremmo cercare di fare insieme queste cose - afferma - invece vedo che qualcuno vuole far passare venti contrari per motivi che ritengo del tutto strumentali. Questo non è il momento della divisione ma della cooperazione istituzionale». V.L.

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