Il Tirreno

Una nuova società dalle ceneri dell'AeB, speranze per i lavoratori

Cecilia Cecchi
Una nuova società dalle ceneri dell'AeB, speranze per i lavoratori

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Una nuova società dalle ceneri della AeB Frames. E, a poco più di una settimana dalla messa in liquidazione dell'azienda di infissi, buona parte dei dipendenti - ora in mobilità - potrebbe tornare al lavoro. Mercoledì sera, infatti, il liquidatore Fabio Serini ha firmato l'accordo per l'affitto del ramo di azienda di Venturina alla società "Windows and Doors".

La società, in verità, si è costituita adesso e si è appena iscritta al registro delle imprese. E' composta da due donne. Una è Diana Moro, imprenditrice specializzata nella produzione di infissi a Pordenone, dove AeB aveva un capannone. L'altra è Elisa Trapani, calabrese, che incarnerà l'anima commerciale dell'azienda. Uno dei fattori determinanti per la scelta è la «credibilità della compagine - dice il liquidatore - formata da soggetti competenti nel settore».

Lo stesso Serini ha verificato l'affidabilità della newco, ottenendo «ottime referenze da un primario istituto di credito». PIOMBINO. Licenziati in tronco due dipendenti assunti 10 anni fa - contratti a termine diventati presto fissi - (tra l'altro con contributi a fondo perduto erogati dai Patti territoriali). La motivazione sarebbe una riorganizzazione del lavoro e "la necessità di ridurre le spese in un momento di difficoltà economica che accomuna tutti".

Così la cooperativa l'Ormeggio: quella che gestisce il porto turistico di Salivoli, e che ora è uno dei due concorrenti insieme all'imprenditore Berrighi, alla costruzione del porto turistico di Poggio Batteria. Ma la notizia non è nota proprio a tutti i membri del consiglio; anzi ce ne sono alcuni che, una volta presa coscienza del fatto, si dicono davvero contrariati. «Ma come si fa - spiegano - abbiamo investito non 200 ma 400mila euro solo per la scogliera nel golfo di Salivoli e non basta contro l'erosione.

Tanto che ora si dovrà procedere con la posa dei sacchi». Insomma la decisoone dei licenziamenti risulta incomprensibile a molti anche per la professionalità dimostrata da questi due dipendenti di lungo corso: oltre ad esserci un operatore portuale di quarto livello (accoglienza, manovalanza, lavori ordinari), c'è pure il responsabile tecnico del porto. Oltre tutto il licenziamento sarebbe arrivato senza alcun preavviso, niente che lasciasse intuire quanto sarebbe accaduto; la comunicazione è stata data ad inizio aprile, ma diventerà effettiva - in tutti e due i casi - tra qualche tempo.

I dipendenti sono stati chiamati per un colloquio e in quella sede è stata loro comunicata la fine del rapporto di lavoro, senza appello. Insomma se di riassetto dell'organizzazione di strattava, non è stata neppure presa in considerazione nessun'altra possibilità: tipo la riduzione d'orario a incastro. «In questo momento di crisi - concludono dal consiglio - in cui la città accoglie giovani extracomunitari per dare loro una speranza (anche di lavoro) due nostri concittadini non più giovanissimi vengono licenziati da una società cooperaiva i cui soci usufruitori di posti barca fino a 18 metri non hanno certo problemi economici...». Così i dipendenti sono passati da 12 a 10. E visto quanto successo anche le assunzioni stagionali - magari necessarie - diventano a a rischio.

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