Toscana
Stop agli straordinari, saltano cinque coppie di corse
I sindacati: chi compra Toremar rispetti gli accordi. Onorato: noi garantiremo i posti di lavoro
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PORTOFERRAIO. Quattro coppie di corse tra Piombino e Portoferraio (compresa una dell'aliscafo) e due tra Piombino e Rio Marina. Il blocco degli straordinari, la forma di protesta scelta dai lavoratori Toremar e dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, è costato almeno sei coppie di collegamenti tra l'Elba e il continente nella giornata di ieri. E la situazione si ripeterà anche oggi. Una protesta legata alla decisione dell'azienda di non detassare gli straordinari dei marittimi Toremar. Ma questa non è che una delle motivazioni, come hanno spiegato i lavoratori e i loro rappresentanti in conferenza stampa a Livorno. Intanto i sindacati hanno messo in evidenza che la compagnia di navigazione ha comunicato le modalità con le quali riorganizzare i servizi a fronte dello sciopero quando ormai era già cominciato. A questo si aggiunge l'interruzione, nei fatti, delle relazioni sindacali dato che le sigle che rappresentano i marittimi non sono state convocate dall'azienda. Ma il motivo principale resta per Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti la decisione di non applicare la tassazione agevolata per il lavoro straordinario come scoperto dai marittimi una volta ricevuto il Cud. Nel documento necessario per la compilazione della dichiarazione dei redditi non c'era traccia dei crediti da recuperare ottenuti con la detassazione degli straordinari, considerati dalla compagnia non produttivi, «nonostante il fatto - spiega Luciano Schiano, dipendente delegato Toremar - che il lavoro marittimo è tutto basato sugli straordinari, che possono raggiungere anche le otto ore giornaliere, soprattutto l'estate, quando c'è bisogno di un numero maggiore di corse». Tra i motivi della protesta anche il mancato rilascio di una dichiarazione da parte di Toremar per fini legali (soprattutto per la concessione di mutui) che attesti che il rapporto di lavoro di circa 80 marittimi in "turno particolare" sia regolato da un contratto di imbarco a tempo indeterminato. «A tutt'oggi - spiegano i sindacati - questi lavoratori sulla carta risulterebbero a tempo determinato». Non meno rilevanti, infine, le precisazioni sul tema della privatizzazione della compagnia rispetto al quale i lavoratori avrebbero espresso l'auspicio che a vincere la gara sia Toremar. Da parte dei sindacati non c'è, come ribadito ieri, alcuna posizione ufficiale. Semmai c'è la pretesa, nei confronti del vincitore, del mantenimento di tutti i posti di lavoro e il rispetto dei contratti e degli accordi. Argomento affrontato, proprio ieri, dal presidente di Moby Spa, Vincenzo Onorato, che ha replicato al segretario nazionale della Fit-Cisl, Beniamino Leone. «Desideriamo rassicuralo - afferma Onorato - che se Moby vincesse la gara per la privatizzazione della Toremar noi garantiremo contratti e livelli occupazionali». S.C.
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