La protesta
Peria contro la tassa di soggiorno
Contro la crisi arriva la campagna sul Comune "tax free"
Antonella Danesi
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. «In questo momento di crisi l'Elba non ha certo bisogno di nuovi balzelli, che inciderebbero ulteriormente sulla prossima stagione turistica». Così il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, sulla tassa di soggiorno, introdotta con il decreto sul federalismo fiscale, che prevede il pagamento giornaliero per ciascun turtista di una cifra compresa tra 1 e 5 euro. Il sindaco di Porto Azzurro ha annunciato che il suo Comune applicherà la tassa per la stagione turistica 2011. Portoferraio invece non ha nessuna intenzione di farlo. «Noi non l'applicheremo - spiega Peria - anzi, annuncio fin da ora alle associazioni di categoria che sono disponibile a partecipare ad un progetto "tax free", in cui viene valorizzato il fatto che nel nostro territorio non si paga alcuna tassa di soggiorno. Sono convinto che in un momento come questo le tasse bisogna toglierle e non inserne di nuove se vogliamo che la gente venga all'Elba». Sicuramente sarebbe opportuno che il territorio elbano trovasse una strategia unitaria su questo argomento, ma non sarà facile visto che già qualche Comune ha fatto un passo in avanti annunciando l'applicazione della tassa. «Capisco che ci sono situazini diversificate - riprende Peria - e che ogni Comune si comporta a seconda delle esigenze e dei bisogni che ha, ma sarebbe opportuno arrivare ad un accordo generale per evitare che ognuno vada per conto suo e applichi trattamenti diversi». Di una cosa è certo: il turista immagina l'Elba come un tutt'uno e non come otto singole realtà con regole diverse. «In questo modo si crea confusione - spiega - se invece tutto il territorio elbano si dichiarasse tax free non ci sarebbe la nuova tassa di soggiorno». Ma per ora non ci sono posizioni unitarie. «Se non dovessimo trovare una liena condivisa su tutta l'Elba - termina - almeno sarebbe auspicabile che la scelta fosse unitaria, altrimenti ci troveremmo di fronte al paradosso che in alcuni Comuni si pagano tasse di importo diverso e in altri nessuna, con un grande pasticcio per chi arriva a fare la vacanza qui». Il momento invece sembra propizio da questo punto di vista. Pare che la tendenza delle prenotazioni sia in crescita e che si apra uno spiraglio per la prossima estate. Secondo l'associazione albergatori, anche se è in calo il turismo sociale, qualcosa si muove per quello estivo, forse è l'effetto nord Africa che dirotta le partenze sulla nostra isola.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google