Il Tirreno

Tre aziende interessate all'AeB

Luca Centini
Un presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dell’Aeb
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Un presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dell’Aeb

Intanto il liquidatore firma le prime 29 lettere di licenziamento

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 VENTURINA. L'AeB Frames è un capitolo chiuso. Per i lavoratori dell'azienda di Venturina il futuro è adesso. Ieri il liquidatore Fabio Serini ha incontrato i sindacati. Un incontro che è terminato con la firma dell'accordo sindacale per la gestione del personale ex AeB.  Il liquidatore ha firmato ieri le prime lettere di licenziamento per 29 dipendenti di Venturina, su un organico di 36 addetti. Per loro, già oggi, sono state avviate le procedure per la messa in mobilità. Serini ha 120 giorni di tempo per completare i licenziamenti. Il resto dell'organico, sette persone, resteranno - solo per il momento - in azienda per far fronte alle commesse residue e per supportare le attività del liquidatore.  L'accordo con i sindacati non è che il primo passo di un piano complesso che dovrebbe portare al rilancio del sito di Campo alla Croce. Ottenere dal giudice un concordato preventivo e, allo stesso tempo, scongiurare il fallimento è l'obiettivo dichiarato dei sindacati e - non è un mistero - di Serini che sta cercando una soluzione che tuteli produzione e occupazione della vecchia AeB.  Dopo giorni di stand-by Serini si dice «ragionevolmente ottimista» sull'arrivo di nuovi acquirenti. Di concreto non c'è niente, ma in questi giorni il telefono del liquidatore è squillato più volte. Secondo indiscrezioni tre aziende emiliane, attive nel campo degli infissi e dei serramenti, avrebbero chiesto informazioni sul sito venturinese. Già all'inizio della prossima settimana i primi abboccamenti potrebbero tradursi in qualcosa di più concreto. Pare invece tramontato, per ragioni di incompatibilità, l'interessamento di Algiami Srl, nella cui compagine sociale figura anche il figlio dell'azionista di maggioranza di AeB Giovanni Bianchi. Al momento, però, gli scenari non sono ancora chiari e tutte le ipotesi, almeno potenzialmente, sarebbero ancora in ballo. Di certo c'è solo che Serini sta aspettando passi in avanti delle aziende interessate a rilevare AeB. Solo a quel punto farà le sue valutazioni.  I primi paletti, quindi, stanno per essere fissati. La mobilità fa in modo che il personale ex AeB non sia, almeno per ora, disperso. Adesso c'è bisogno di un nuovo interlocutore disposto ad assumersi l'impegno di rilanciare la fabbrica. Ma probabilmente le vere difficoltà devono ancora essere affrontate. In questa fase sono "congelati" i rapporti con le banche, in attesa che una nuova soluzione prenda forma. E' chiaro che qualsiasi piano di rilancio, così come l'ok al concordato preventivo, debba passare dal parere degli istituti. Il debito da 11 milioni accumulato da AeB continua a pesare - e come - sul futuro del sito produttivo e dei suoi lavoratori.

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