Il Tirreno

Emessa un’ordinanza di temporanea non balneabilità. Il sindaco Peria: episodio isolato

Liquami in mare, indagano i vigili

Valentina Landucci
Sopra il sindaco Roberto Peria, accanto una veduta aerea della spiaggia di Scaglieri per la quale è stata emessa l’ordinanza
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Sopra il sindaco Roberto Peria, accanto una veduta aerea della spiaggia di Scaglieri per la quale è stata emessa l’ordinanza

Forse un problema tecnico su un cantiere di un privato a Scaglieri

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 PORTOFERRAIO. Uno sversamento di liquami in mare, probabilmente causato da un guasto al sistema di depurazione durante alcuni lavori di manutenzione da parte di un privato. Ecco il motivo dell'ordinanza di divieto di balneazione emessa ieri dal sindaco di Portoferraio Roberto Peria per la spiaggia di Scaglieri. Una non balneabilità destinata a durare solo pochi giorni ma che evidentemente preoccupa l'amministrazione la quale ha incaricato i vigili urbani di un'indagine sull'accaduto.  Il provvedimento è un atto dovuto da parte del Comune sulla base delle norme - recentemente modificate - relative alla qualità delle acque balneabili. L'Arpat, soggetto incaricato di effettuare i campionamenti lungo le coste toscane, lo scorso 8 aprile ha realizzato alcune analisi che hanno dato esito negativo poi comunicato all'amministrazione. In passato un solo campionamento non era sufficiente a giustificare un'ordinanza di non balneabilità. Era necessario effettuare ulteriori analisi di conferma prima di imporre un'ordinanza. Oggi non è più così e anche se si è trattatto di un evento eccezionale Peria ha dovuto adottare le contromisure comunque temporanee.  «E' la prima volta che si verifica una situazione del genere a Scaglieri - afferma il primo cittadino - da quando sono sindaco non è mai successo niente di simile: la qualità delle nostre acque di balneazione è sempre stata ed è anche oggi eccellente». Un motivo in più per ritenere, come sembrano confermare le indagini dei vigili urbani, che si tratti di un singolo episodio, problematico ma isolato: lo sversamento non controllato di liquami in mare contemporaneo al prelevamento dei campioni per le analisi da parte dell'Arpat. «Si tratta di un caso eccezionale - spiega Peria - che speriamo sia già superato. Intanto abbiamo disposto indagini sull'accaduto da parte dei vigili urbani. Sappiamo inoltre che Arpat ha già effettuato nuove analisi il cui esito sarà disponibile nei prossimi giorni. Riteniamo quindi di poter andare entro una settimana, al massimo 10 giorni, alla revoca dell'ordinanza emessa obbligatoriamente quest'oggi (ieri, ndr)».  L'ipotesi più credibile è che qualcosa non abbia funzionato durante alcuni interventi di manutenzione realizzati da un privato sull'impianto di depurazione. Il guasto avrebbe provocato lo sversamento, evidentemente non intenzionale, ma sufficiente a far sballare i dati delle analisi. «Sarebbe stato sufficiente - conclude Peria - comunicare agli organi competenti il problema per evitare questo provvedimento e intervenire tempestivamente a tutela della balneabilità delle nostre acque che restano qualitativamente le migliori sul territorio regionale e non solo».

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