Il Tirreno

Bocciata dal Tar la procedura seguita dal Comune per l’affidamento alla D’Alarcon

La gara sull'approdo torna in consiglio

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 PORTO AZZURRO. La gestione dello specchio acqueo del porto turistico sarà al centro della prossima seduta del consiglio comunale di Porto Azzurro. Lo ha proposto la minoranza consiliare con un'interpellanza legata all'esito del ricorso al Tar sulla gestione dei posti barca. Il tribunale amministrativo, cui si era appellata la società Ahetalia Marine Services, ha emesso la sentenza in forza della quale invitava il comune ad adottare, in ordine alla scelta del concessionario, una "nozione comunitariamente orientata", nel pieno rispetto della normativa vigente. Tutto questo dettato da due principi ispiratori che presiedono la gestione dei servizi pubblici: la salvaguardia della libera concorrenza e l'ammissione dell'affidamento diretto a società in "house" in situazioni eccezionali. Il Tar ha accolto il ricorso della società che si era appellata, considerato che il Comune, in merito alla pubblicità dell'avvio del procedimento selettivo, si era limitato nel dare notizia soltanto esponendo la delibera del consiglio all'albo pretorio del municipio. È stato riconosciuto che l'esposizione non è stata sufficiente. Ma soprattutto non è coerente con "i principi di evidenza pubblica" regolamentati dalle disposizioni legislative. I consiglieri di minoranza, Cinzia Battaglia, Andrea Formante, Gianfranco Pinotti, Davide Solforetti e Dario Trambusti, ribadiscono il fatto che il Comune non ha dato «contezza di particolari ragioni giustificatrici della gestione tramite società house». Da qui la decisione di inviare al sindaco un'interpellanza. «Prima che la minoranza sollevasse il caso - spiega il vicesindaco Angelo Banfi - come giunta avevamo preso la dicisione di riportare in consiglio il problema, per dare ulteriori informazioni».

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