Rifiuti abbandonati Comincia la stagione delle mini discariche
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Sopra bombole e rifiuti a Portoferraio, accanto la situazione a Lacona e Cavoli 3 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Un materasso sfondato che non sappiamo come buttare via? Le vecchie bombole di cucina esaurite l'estate scorsa di cui non sappaimo cosa fare? Il frigo, la cucina elettrica, la stufetta e, perché no, anche la lavatrice che vanno sostituiti? Non c'è problema. Se la raccolta degli ingombranti organizzata dai Comuni è troppo complicata e non soddisfa il cittadino c'è sempre un rimedio: montare tutto quanto in macchina o sul furgoncino e fermarsi al primo cassonetto. Tanto qualcuno, prima o poi, passerà a pulire. La percentuale di persone che adotta questo sistema è fin troppa e lo dimostrano le tante discariche trovate ieri mattina a ridosso dei cassonetti in diverse località dell'isola. Peccato però che chi si comporta in questa maniera non tenga affatto in considerazione gli effetti di ciò che fa. Cioè la creazione di mini discariche abusive - ce ne sono praticamente a ogni cassonetto sistemato in zone isolate o buie quanto basta per non essere scoperti - il cui smaltimento finisce per essere pagato, con la Tarsu e la Tia, da tutti gli elbani che al decoro e alla pulizia del luogo in cui vivono ci tengono. La miriade di rifiuti abbandonati è una delle caratteristiche di ogni inizio stagione. Non che ne manchino significativi esempi anche durante l'inverno. Ma chissà perché, a ridosso dell'avvio del periodo delle vacanze, la quantità di ingombranti - soprattutto mobili, bombole ed elettrodomestici - aumenta. Il motivo potrebbe legarsi alla necessità di rimettere in sesto la propria casa per le vacanze o l'appartamentino da dare in affitto. Ma sarebbe ingiusto attribuire la responsabilità a una sola categoria di persone. Il problema è più vasto e lo dimostrano proprio i rifiuti che fanno bella mostra di sè lungo le strade. Domenica mattina, in pieno centro a Campo, nonostante i cassonetti dell'isola ecologica fossero al colmo, c'è chi ha scaricato scatole, scatoloni e sacchetti belli pieni sulla strada. A Portoferraio, sulla strada per l'Enfola, periodicamente torna a formarsi un accumulo di rifiuti che vanno dai mobiletti per la casa, alle bombole del gas, a resti di lavorazioni edilizie. Calcinacci e ceramiche che si trovano anche all'ingresso di una delle località più esclusive dell'isola, Cavoli, a dimostrazione che a scaricare rifiuti non ci sono solo privati cittadini ma forse anche qualche azienda. La situazione più critica, in base al tour tra le discariche sulle strade dell'Elba che abbiamo realizzato ieri mattina, sembra comunque essere quella di Lacona: praticamente non c'è un solo cassonetto dove non siano stati abbandonati elettrodomestici (anche il motore di una lavatrice oltre a stufette e forni), bombole del gas, sedie, batterie di auto e spazzatura di vario tipo. Ma non sono esenti dal fenomeno anche Marciana (elettrodomestici, sfalci di potatura e bombole poco prima dell'abitato di Poggio) o Marciana Marina (mobili e materassi all'incrocio con la strada provinciale in località Lo Schioppo).
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