Il Tirreno

Sesso e permessi, ci fu danno di immagine

Condannati a risarcire lo Stato tre agenti coinvolti nello scandalo in commissariato

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 PORTOFERRAIO. Dovranno risarcire il Ministero dell'Interno per una somma complessiva di 12mila euro perché riconosciuti responsabili, a seguito della loro condotta, di un danno di immagine alla pubblica amministrazione. Lo ha deciso la sezione toscana della Corte dei Conti.  La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi nei confronti di Paolo Bottari, Angelo Gorgone e Claudio Marcon, tre degli agenti della Polizia di Stato coinvolti nel maxi scandalo che nell'agosto del 2003 provocò un vero e proprio terremoto giudiziario in commissariato a Portoferraio. Al centro dell'inchiesta i permessi di soggiorno a giovani clandestine - impiegate al nero in una struttura ricettiva del territorio - in cambio di favori sessuali per i quali furono contestati agli indagati, tra cui anche il vicequestore Nicola D'Aniello e un imprenditore locale, i reati - a vario titolo - di corruzione e violazione delle norme sull'immigrazione.  Per tutti e 4 gli agenti di polizia la Procura della Corte dei Conti ha chiesto il pagamento di un risarcimento nei confronti dello Stato per danno di immagine. Ma il collegio giudicante ha accolto le richieste del pubblico ministero solo per Bottari, Gorgone e Marcon (rispetto ai quali il tribunale ordinario ha emesso nel 2005 una sentenza, a seguito di patteggiamento, passata in giudicato). Diversa la posizione del vicequestore il cui iter processuale, dopo la sentenza di condanna per corruzione emessa in primo grado del marzo del 2009 e dichiarata estinta per effetto dell'indulto, non si è ancora concluso.  I giudici della Corte dei Conti hanno ritenuto Bottari, Gorgone e Marcon responsabili del danno di immagine derivante dal non aver rispettato le norme sull'immigrazione, danno valutato dal tribunale in 4mila 500 euro (da ripartirsi in quote diverse tra i tre agenti) contro una iniziale richiesta del pm di 9mila euro. Ritenendo poi improponibile la richiesta di risarcimento nei confornti di D'Aniello hanno condannato il solo Bottari al pagamento di 7mila 500 euro (15mila quelli richiesti dal pm) per il danno subito dalla pubblica amministarzione a fronte dell'accusa di corruzione.

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