Il Tirreno

Arrivato il secondo gruppo di tunisini

I giovani in una camera allestita in un casolare di Rimigliano e l’arrivo alla Pubblica Assitenza di altri 5 ragazzi che non hanno trovato posto nella Tenuta
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I giovani in una camera allestita in un casolare di Rimigliano e l’arrivo alla Pubblica Assitenza di altri 5 ragazzi che non hanno trovato posto nella Tenuta

Quindici ospitati a Rimigliano e 5 alla Pubblica assistenza di Piombino

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 PIOMBINO. Il secondo gruppo è arrivato nella tarda mattinata di ieri. Altri 21 tunisini, quasi tutti sotto i 30 anni, che facevano parte della seconda mandata di 200 migranti. Si sono imbarcati a Lampedusa, sulla nave "Clodia" della compagnia Tirrenia. E la Val di Cornia ha fatto ancora la sua parte, nonostante il numero di migranti fosse superiore rispetto alle previsioni.  Il centro allestito a San Vincenzo, in un casolare messo a disposizione dall'imprenditore Berrighi, ha accolto 15 tunisini. Un altro è stato portato a Campiglia. Anche Piombino ha fatto il suo, allestendo in tutta fretta cinque posti nei locali della Pubblica assistenza.  «Essere qua è un sogno». Sembrava lo stesso film visto a San Silvestro. Tanti ragazzi sorridenti, felici per aver messo piede in Toscana. Ieri mattina sono stati identificati in commissariato. Poi sono stati accompagnati nei punti di accoglienza e visitati dal personale Asl, presente con il primario del pronto soccorso Paolo Tamberi e col dottor Marco Battaglini. La macchina organizzativa ha marciato enza intoppi. Ognuno ha fatto al sua parte. Forze dell'ordine, Comuni e le associazioni hanno accolto con calore il gruppo di ragazzi, spaesati dopo poche ore dall'arrivo. «Siamo felici di essere qui», dicevano sorridendo. E probabilmente lo faranno, almeno fino a quando avranno ottenuto il permesso temporaneo e potranno muoversi liberamente sul territorio. L'arrivo dei migranti in Val di Cornia - 36 in tutto - non è passato inosservato. In città si è levato più di un mugugno, anche se proteste come in altre zone della Toscana non si sono viste.  San Vincenzo. Quindici ragazzi. Il più giovane ha appena 19 anni, il più anziano - e responsabile del gruppo - di anni ne ha 39. Arrivano tutti da El Fahs, una cittadina a 50 km da Tunisi. Lampedusa era il "purgatorio", per loro il sogno europeo inizia nel casolare di Rimigliano, sulla Principessa. Una struttura accogliente con quattro camere, un cucinotto e un ampio soggiorno. Appena arrivati hanno provato la pasta al ragù e il roast-beef con pisellini, arrivati dalla mensa scolastica gestita dalla società Sodexo. La polizia muncipale controllerà la struttura dalle 7 alle 19. Nella notte ci penseranno le forze dell'ordine. Il sindaco Michele Biagi ha visitato il casolare, presidiato dai volontari di Croce Rossa, Misericordia e Samarcanda. «Ringrazio tutti coloro che in questi due giorni hanno reso possibile l'accoglienza. Rimigliano Srl e la famiglia Berrighi per aver messo a disposizione questa struttura in maniera gratuita».  Piombino. San Vincenzo ne può accogliere solo 15. I conti non tornano. Così la Regione, ieri mattina, ha chiesto aiuto al sindaco Anselmi. E Piombino non si è tirata indietro. Cinque ragazzi tunisini - dai 20 ai 30 anni - sono ospiti della Pubblica assistenza in via Giordano Bruno. I ragazzi hanno preso confidenza con le stanze del dormitorio nel pomeriggio di ieri, dopo esser stati identificati in commissariato. Forse un po' spaesati, se ne stavano seduti uno accanto all'altro, in attesa di essere visitati da Asl. Nei corridoi un vai e vieni di volontari, associazioni e forse dell'ordine. Tra loro anche l'assessore alle politiche sociali Anna Tempestini e il sindaco Gianni Anselmi. «Ringrazio la Pubblica assistenza e i suoi volontari - ha detto il sindaco - grazie a loro, e a tutti quelli che hanno reso possibile l'accoglienza, la città ha dato una grande testimonianza di civiltà». La prima, non l'unica. Proseguono infatti i lavori nell'ex scuola di Franciana, che potrà accogliere, tra circa 10 giorni, fino a 50 immigrati.  Campiglia. La prima notte è passata in modo tranquillo per Rachid, Chokri e gli altri compagni di San Silvestro. A loro si è unito un ospite sbarcato dal "Clodia". I ragazzi hanno chiamato i familiari. Un bagno con l'acqua calda è stata la prima richiesta della mattina, esaudita con l'interevnto della protezione civile. Luca Centini ALTRI SERVIZI ALLE PAGG. 4-5

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