Il Tirreno

Per le associazioni di categoria significa affossare le imprese del territorio

La rabbia degli operatori economici contro il primo sì alla tassa di soggiorno

Massimo De Ferrari
◗
Massimo De Ferrari

2 MINUTI DI LETTURA





 PORTOFERRAIO. L'ira degli albergatori e della Faita si abbatte sui comuni. Quelli che intendono applicare la tassa di soggiorno, come dire, al momento, Porto Azzurro. Non ci sono mezze misure per una posizione congiunta che vede in perfetta sintonia associazione Albergtori e Faita che dicono all'uninsono. «I Comuni che intendono imporre la tassa di soggiorno da subito, senza neanche attendere i regolamenti governativi, si assumeranno di fronte all'Elba intera la responsabilità per avere affossato le imprese dei propri cittadini. Oltre ad essere un balzello ingiusto e anacronistico, questa ulteriore imposta è, oggi, del tutto improponibile». I motivi? Intanto le tariffe sono già state definite, i contratti con tour operator stipulati, le prenotazioni già confermate, come per i gruppi e i congressi. Di fatto il Comune che decide l'applicazione dell'imposta a partire dal 2011, impone una nuova tassa all'azienda del proprio territorio on imprese, tra l'altro, sono già messe a dura prova dalla crisi che da diversi anni attanaglia il turismo all'Elba e da una tassa dei rifiuti che affossa i già precari bilanci aziendali. Massimo De Ferrari è il presidente dell'Associazione albergatori. Dice: «Non è pensabile che siano sempre e solo le imprese ufficiali ben identificate ed identificabili a ripianare i bilanci dei Comuni. Occorre che la tassa di soggiorno venga applicata anche al mondo del "sommerso", ai titolari delle seconde case per locazioni turistiche che costituiscono, con circa 5.000.000 di presenze, i 2/3 del turismo all'Elba. Un sommerso che Comuni, Provincia, Regione non riescono a regolamentare, né a far emergere. Da oggi, fortunatamente, entra in vigore la nuova legge imponendo severe sanzioni a chi non regolarizza anche con la cedolare secca la locazione dell'appartamento» Ma non basta. «Potete immaginare cosa succederà - puntualizza la Faita - quando un Comune opterà per l'applicazione della odiosa tassa di soggiorno. Il Comune limitrofo potrà, con avveduta politica, comunicare che sul proprio territorio non viene applicato il balzello. Ciò significa che il Comune che applicherà l'imposta di soggiorno metterà in crisi le imprese del suo Comune». Cosa fare? Intanto un invito ai sindaci ed i candidati sindaci a «volere essere disponibili ad un incontro immediato con le categorie rappresentanti la ricettività elbana affinchè non vengano prese decisioni avventate e non concordate».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web