Il Tirreno

Un minore affidato a una famiglia piombinese, funziona il sistema integrato di accoglienza

I primi 14 migranti a Campiglia Oggi a San Vincenzo attesi nuovi arrivi

I primi 14 migranti a Campiglia Oggi a San Vincenzo attesi nuovi arrivi

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CAMPIGLIA. Sarà per il numero contenuto degli arrivi, tra l'altro in un posto isolato, oppure perché la parola solidarietà da queste parti ha ancora un significato.  Certo è che l'arrivo del primo gruppo di migranti tunisini al Parco di San Silvestro è avvenuto nel migliore dei modi - senza suscitare le reazioni scomposte viste un po' ovunque in questi giorni - dando così ragione all'ideatore del "modello toscano", il presidente della Regione Enrico Rossi.  Tutte le forze in campo hanno dato il meglio di sé: polizia e carabinieri che hanno operato sempre con umanità e discrezione, la Parchi che ha offerto la foresteria delle Laverie, il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti e l'assessore Mario Paladini che hanno accolto i migranti con calore (con una visita anche del sindaco di Piombino Gianni Anselmi e dell'assessore provinciale Maria Teresa Sposito), quindi i volontari di Misericordia, Croce Rossa, Protezione civile e Samarcanda, impegnati a non far mancare nulla ai profughi, dalle coperte, al sapone, agli spazzolini da denti. E poi l'Asl, arrivata a San Silvestro col dottor Marco Battaglini, la dottoressa Donatella Pagliacci, e il primario del pronto soccorso, il dottor Paolo Tamberi, che ha visitato uno a uno i migranti, sfruttando la sua padronanza del francese per parlare e scherzare un po' con loro.  Tamberi li ha definiti «in buone condizioni fisiche. Mi ha colpito il loro modo di porsi, l'educazione, dopo mangiato hanno subito pulito e riordinato tutto. Mi hanno fatto un'ottima impressione».  Poi quando spuntano un paio di palloni, e due sassi diventano i pali di una porta immaginaria, il piazzale accanto alla foresteria si trasforma in un campo di calcio e per un po' ci si dimentica di tutto.  Del resto i migranti tunisini sono tutti ragazzi, e per loro dopo l'inferno di Lampedusa è stato facile ritrovare il sorriso, appena riconquistata una condizione di vita civile: in Val di Cornia erano arrivati nella notte, trasferiti in pullman da Livorno e subito portati dalle forze dell'ordine a San Silvestro per farli riposare dopo tanti giorni massacranti.  Al mattino poi il viaggio al commissariato di Piombino per le pratiche burocratiche dove si registra l'unico intoppo: uno dei migranti è minorenne, così da non poter essere ospitato a San Silvestro insieme ai suoi compagni più grandi. Presto viene trovata una soluzione, l'affidamento a una famiglia piombinese che lo terrà con sé per un mese, il tempo necessario a compiere i 18 anni.  Poi il gruppo viene riportato alle Laverie per consumare un pranzo frugale, pane, schiaccia e formaggio. Alla sera il primo vero pasto completo, preparato dalle cucine di Palazzo Gowett, maccheroni alla Norma e pollo arrosto con patate.  Completata l'accoglienza del primo gruppo di migranti, il lavoro delle istituzioni è proseguito per affrontare una situazione in divenire: a Franciana sono continuati a gran ritmo i lavori per rendere abitabile l'ex scuola in vista di futuri, possibili arrivi di migranti stavolta affidati al Comune di Piombino. Altri 15 tunisini invece sono attesi oggi a San Vincenzo, nel casolare sul viale della Principessa. «Abbiamo completato le operazioni per l'allaccio di acqua, luce e gas - spiega il vicesindaco Fabio Camerini - e portato lenzuola e coperte. L'impegno più gravoso è stato quello delle pulizie, ma ora è tutto a posto». Cristiano Lozito ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 2, 3 E 4

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di Redazione web