Gioco
La missione dei ragazzi del Triveneto al lavoro su uno dei percorsi di Pomonte
A lezione in mezzo alla natura per rimettere a nuovo un sentiero
Valentina Landucci
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Gli studenti dellItg Scarpa di San Donà di Piave al lavoro per sistemare il sentiero di Pomonte 3 MINUTI DI LETTURA
POMONTE. Pale, piccozze, strumenti di misurazione, tubi per le canalizzazioni. E via, su per il sentiero delle vecchie cave per fare pulizia, ridisegnare il percorso nei tratti più rovinati, renderlo più fruibile. Non sono gli operai di una ditta specializzata ma un gruppo di ragazzi e ragazze ospiti in questi giorni in alcune case di Pomonte. Arrivano da San Donà del Piave, in provincia di Venezia. Sono studenti dell'Itg "Scarpa". E sono all'Elba con una missione. Restituire all'isola un percorso naturalistico rimesso a nuovo. Per loro un'occasione di formazione ma anche una lezione di vita. Per il territorio l'opportunità di valorizzare un bene di tutti, nell'interesse dell'ambiente e anche del turismo. Gli studenti dello "Scarpa" sono solo una parte degli oltre duecento alunni ed alunne che fino alla fine di maggio si alterneranno a Pomonte per lavorare sul sentiero. La loro presenza è tutt'altro che casuale. La scuola che frequentano fa parte delle "Scuole outdoor in rete", un progetto educativo portato avanti da numerosi istituti del Triveneto - al quale aderiscono anche due istituti toscani - che ha come obbiettivo la formazione sul campo, attraverso lezioni all'aria aperta che diventano momenti di formazione a trecentosessanta gradi: si apprendono le nozioni, si fa esperienza sul campo, si impara ad essere autonomi. Il progetto è stato avviato alcuni anni fa (nel 2006) a Capraia. Per il primo anno fa tappa all'Elba grazie al Parco dell'Arcipelago e in collaborazione con i volontari di "Natour biowatching Arcipelago toscano" e i Comuni di Marciana e Campo. Sul territorio si alternano singole classi, gruppi di non più di 30 studenti. A ciascuno di loro è affidato un pezzetto di sentiero e insieme collaborano alla realizzazione di un progetto di riqualificazione complessiva. Gli studenti dello Itg "Scarpa" sono accompagnati da alcuni dei loro insegnati, Claudio Lessa, Chiara Naressi, Mario Antonio Bianchini e un'ex insegnante dell'istituto che continua a seguire le attività delle "Scuole outdoor" Alice Licini. «La settimana è struttura in cinque giorni - spiega il professor Lessa - due di lavoro al sentiero che è l'opera comune dei gruppi, un giorno di lavoro tecnico specifico della disciplina delle scuole coinvolte e due giorni di attività ludiche come passeggiate, gite in barca o in bicicletta. Quello che unisce tutti è l'attività sul sentiero, ogni gruppo ha tratto, un tassello che alla fine completa il lavoro unico, programmato come tale». Le attività sono delle più varie: pulire il tracciato da rovi e sterpaglie, regimare le acque, effettuare rilievi topografici, liberare il percorso da tubi e impedimenti che vengono interrati, segnalare il tracciato e, alla fine elaborare anche un depliant promozionale del percorso naturalistico. «Lo spirito del progetto è quello di far crescere i ragazzi - continua Lessa - migliorare la loro autonomia. Naturalmente c'è anche la parte professionale e pratica: sarebbe impensabile fare quello che facciamo qui dentro la scuola». I ragazzi imparano e, naturalmente, sudano. Il lavoro è faticoso ma anche gratificante. Per tutti è la prima esperienza di questo tipo e la prima volta all'Elba. «E' un'esperienza istruttiva - spiega Claudia - impariamo a capire come cavarcela da soli». «Stamani abbiamo scavato un canale - aggiunge Simone - per far defluire le acque che invadevano un tratto del sentiero. Abbiamo imparato molto e siamo contenti di aver contribuito a fare qualcosa per la comunità di questa isola». Le opere realizzate sono già ben visibili, a tutto vantaggio della fruibilità di una delle zone più belle dell'isola che ora potrà ringraziare questi ragazzi.
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