Il Tirreno

È primavera, scatta l'allarme processionarie

Melisanda   Massei Autunnali
I pini di via Grandi, in passato infestati dalle processionarie
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I pini di via Grandi, in passato infestati dalle processionarie

Spesi 14mila euro contro il parassita, ma pini ancora in pericolo

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 PIOMBINO. Arriva la primavera ed è allarme processionarie. Ne sanno qualcosa i proprietari di cani, che ogni anno da marzo a giugno sono costretti a tenere molto alta l'attenzione per evitare di incappare in qualche incidente spiacevole.  Non solo. «La processionaria non è pericolosa solamente per i cani e per i gatti - spiega la dottoressa Laura Mazzolli, medico veterinario - Anche per i bambini può costituire dei rischi».  I pericoli sono gli stessi per tutte le specie: dalla grave ulcera del cavo orale (che può condurre all'asportazione della parte di labbro o di lingua) allo shock anafilattico. Per questa ragione è bene avere sempre a disposizione con sé acqua e bicarbonato, che possono rivelarsi molto preziosi nelle emergenze.  «In caso di incidente - specifica la dottoressa Mazzolli - la prima cosa da fare è infatti quella di sciacquare abbondantemente la parte interessata, senza tuttavia esagerare. Subito dopo è necessario ricorrere alle cure del veterinario, che interverrà con una terapia di cortisonici e antibiotici».  A fronte di questi rischi, tuttavia, l'amministrazione comunale ha ritenuto necessarie alcune misure preventive, e così, come accade ogni anno, in settembre e ottobre i pini piombinesi sono stati sottoposti a un trattamento di endoterapia, cioè un'iniezione che rende inappetibile il tronco dell'albero al parassita.  L'intervento, che ha avuto un costo di 14mila euro, ha però interessato solamente un centinaio dei circa 1.100 pini che si trovano sul territorio urbano, e più in particolare quelli dei parchi pubblici e dei giardini scolastici. Resta da capire se il limite dell'intervento rispecchi comunque i parametri del decreto del 17 aprile del 1998 che rende obbligatoria la lotta contro la processionaria del pino in ogni area in cui la presenza dell'insetto sia di minaccia nei confronti di animali o persone.  «Senza contare - aggiunge Mazzolli - che esiste anche la processionaria del leccio, del quale non pochi esemplari si trovano lungo la strada che conduce da Baratti a Populonia. E molti di loro sono infetti». Qui (come per i pini a ridosso del pratone di Baratti) l'intervento del Comune fino a oggi non è stato ritenuto praticabile. La vastità della zona - sembra - consentirebbe immediatamente agli insetti di riprodursi vanificando l'azione terapeutica.

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