Serve un'unica Doc della Maremma per rilanciare davvero i nostri vini
Nadio Stronchi
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Ho incontrato una amica viticoltrice; non una qualunque, ma di quelle persone molto sensibili che non mancavano mai dalle prime riunioni della Associazione vignaioli dell'Alta Maremma, degli anni 1980. Parlando della ultima annata 2010, dei suoi vini, mi ha detto che la qualità è buona, ma che ci sono ormai, da anni, le stesse difficoltà a vendere i prodotti per svariati motivi: la crisi economica mondiale, i costi di produzione, la frammentazione delle aziende, le norme europee troppo liberiste, il Consorzio di tutela che batte la fiacca, Province e Regione che operano con criteri di 50 anni fa. E poi, in modo obbiettivo, mi ha detto che una parte di colpa è dei produttori stessi che sono troppo individualisti. Mi ha ricordato che finita la parte "eroica" per arrivare nel mondo dei vini eccellenti, nella quale le istituzioni pubbliche hanno fatto cose positive, il nostro Consorzio di tutela si è ritrovato debole di iniziative e di forza numerica. Le istituzioni locali sono state "bravine" nel recente passato, la Provincia è animata dal solito corporativismo, la Regione da un corporativismo amplificato, i produttori sembra che si sentano meglio se operano singolarmente, e tutto il settore enoico maremmano rimane frammentato e poco incisivo. A dimostrarlo c'è l'indifferenza dei grandi produttori (non tutti) che disertano regolarmente le assise territoriali, snobbando i sindaci e gli altri produttori. Per produrre vino non è sufficiente l'estro personale, che io considero determinante; occorrono anche umiltà, coesione, e professionalità. Di queste tre qualità, se ne è rafforzata una soltanto: la professionalità. Ma se poi il vino rimane nelle cantine a causa di crisi economiche e anarchie vinicole, dove finisce la professionalità? Se c'è una bella donna, ma è poco conosciuta, finisce che la bella donna invecchia senza avere avuto il modo di esprimersi. Ci sono vini in Val di Cornia e in altre parti della Maremma, che sono come donne stupende che non possono andare ai balli internazionali perché non hanno famiglie "nobili" e facoltose. "Maledetti" toscani che siete nelle stanze offiziali, perché non vi impegnate per accorpare le Doc della Maremma e farne una soltanto, per rendere quei produttori più coesi, forti e incisivi affinché possano partecipare ai "balli" internazionali enoici? Ricordo che si iniziò a parlare di fare Comuni unici dei territori già trenta anni fa, poi il silenzio, ora ritorniamo in ritardo a parlare di comuni unici, per il quale io ho votato a favore. Nel mondo produttivo l'evoluzione è ancora più veloce, e fare vino dovrebbe essere come altri settori economici, oltre che ai motivi culturali, ci dovrebbero essere anche quelli accorpativi. Fate questa benedetta Docg unica che sarà molto più forte delle sottozone, perché all'interno della Docg unica ci saranno i Crù; singoli vigneti che saranno legittimati dalle loro qualità, se ne avranno.
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