Sicurezza
Nurra: «Perché i cittadini continuano a pagare?»
Niente Iva sulla spazzatura per il Comune di Portoferraio
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Sacchi di differenziata in strada 2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Il Comune ha deciso di non pagare l'Iva sulla Tia, la tariffa di igiene ambientale che da qualche anno a Portoferraio ha sostituito la Tarsu, la tassa dei rifiuti. E il motivo è semplice: ad oggi non è ancora del tutto chiara la natura del tributo, se si tratti cioè di una tassa (come stabilito da una sentenza della Corte Costituzionale) alla quale l'Iva non deve essere applicata o se in realtà sia una tariffavera e propria. Esa, la società che riscuote il contruibuto destinato a coprire i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ha deciso di applicare l'Iva a tutti i contribuenti portoferraiesi. Ma il Comune in realtà eroga alla società solo l'importo al netto dell'Iva (pur accantonando la quota relativa all'imposta) perché convinto della natura tributaria della Tia. Il caso è stato sollevato dal consigliere comunale del gruppo "Gente Comune", Riccardo Nurra, che a questo punto si chiede per quale motivo «il Comune può permettersi di non pagare l'Iva - afferma - mentre i cittadini devono sobbarcarsi questo onere evidentemente, secondo l'interpretazione data alla questione dal Comune, non dovuto». Il tema è piuttosto complesso dal punto di vista tecnico e non mancano evidentemente diversità di vedute tra il palazzo comunale e gli uffici di Esa che, nonostante le indicazioni del Comune (che è proprietario della società al 98%) ha stabilito di procedere all'applicazione dell'Iva. «Abbiamo chiesto alla società - spiega il sindaco, Roberto Peria - di rispettare le norme nelle procedure di riscossione della Tia. A nostro avviso abbiamo ritenuto, in via cautelativa, come suggerito anche dal ragioniere capo del Comune, di non pagare l'Iva sulla Tia poiché stiamo parlano di denaro pubblico». Il sindaco riconosce che sull'argomento «esiste una grande confusione a livello normativo - spiega - anche se siamo convinti della legittimità della sentenza della Corte Costituzionale alla quale ci siamo adeguati. Nella sostanza va però precisato che non applicare più l'Iva per la gran parte dei contribuneti non significa spendere di più o di meno: per le abitazioni di fatto non cambia nulla perché comunque i cittadini pagano il costo del servizio effettuato da Esa Iva inclusa. Diversa la questione per le imprese che, con l'abolizione dell'Iva sulla Tia, rischiano invece di vedersi maggiorare i costi del 10%». V.L.
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