Sicurezza
AMBIENTE
Il Comune non scarichi i suoi ritardi sul Wwf
Paolo Maria Politi (Wwf Val di Cornia)
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Una signora che abita in via Leonado da Vinci mi dice di aver chiamato in Comune richiedendo l'intervento di potatura dei platani che, con la crescita delle foglie, le impediranno di avere la vista sul mare. A detta della signora, le è stato risposto "Non possiamo potare gli alberi perché Politi (leggasi Wwf) non vuole". Per chiarezza nei confronti della struttura comunale preposta alla gestione del verde pubblico, e dei cittadini, faccio presente come sia inammissibile scaricare su un'associazione protezionista, che da decenni si batte per la conservazione del verde urbano, o su chi la rappresenta, le proprie inefficienze legate sia alla scarsa programmazione degli interventi sia, spesso, alle discutibili modalità gestionali sul patrimonio arboreo pubblico, che ci trovano sovente a denunciare scempi a danno degli alberi. Sono anni che il Wwf richiede l'adozione di un Regolamento per la gestione del verde urbano, sia pubblico che privato, che definisca tempi e modalità di intervento tali da non depaurerare il patrimonio arboreo, sempre più sofferente, presente in città. Un regolamento che indichi tecniche, tempi e modalità. A marzo gli alberi non si potano, tanto meno si capitozzano, come spesso accade ai platani di via Leonardo da Vinci. Potarli ora significherebbe indebolirli ed esporli all'ingresso di patogeni. E se il Comune non ha programmato in tempo gli interventi, con buona pace della signora, eviti di scaricare le proprie inefficenze su altri.
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