Il Tirreno

L’idea ha preso forma durante l’incontro col nuovo vescovo alla mensa dei poveri

Don Ivo Micheletti, i Vincenziani pensano a promuovere il percorso di beatificazione

Cecilia Cecchi
Don Ivo Micheletti e la chiesa di San’Antimo dove si trova la tomba con le spoglie del parroco
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Don Ivo Micheletti e la chiesa di San’Antimo dove si trova la tomba con le spoglie del parroco

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PIOMBINO. Don Ivo Micheletti è stato una figura storica e il vescovo Ciattini ne ha recentemente esaltato il valore di uomo e di sacerdote. Tanto da far pensare per don Ivo (per "la santità di vita" ed "eroicità delle virtù") al titolo di "servo di Dio", primo passo del complesso percorso per la beatificazione. L'occasione di parlare di don Ivo l'incontro tra il vescovo, cittadini e soci della San Vincenzo De Paoli alla mensa dei poveri, che al sacerdote è stata dedicata nell'ottobre scorso. L'incontro conviviale, in via Landi, era stato organizzato per ricordare una data importante: l'8 marzo 1941 quando a Piombino è nata la Conferenza di San Vincenzo De Paoli - su iniziativa di don Ivo Micheletti, (allora parroco di Sant'Antimo), e un gruppo di laici cristiani. Insieme si ritrovarono a dar vita alle prime opere di carità in favore dei meno fortunati.  «Vennero realizzati dei libretti/buono - ricorda sul web la San Vincenzo - da distribuire alle famiglie bisognose. Si facevano visite agli ammalati e agli anziani abbandonati».  Di anno in anno le attività, a lungo sotto la guida di don Micheletti, si sono moltiplicate; visto anche la diversificazione delle necessità d'aiuto. Da 30 anni la San Vincenzo si occupa pure dei detenuti delle carceri più vicine - come Porto Azzurro - famiglie comprese.  Una ventina d'anni fa è nata la mensa dei poveri, che ora risponde, ogni giorno, ai bisogni di 50-70 persone.  Insomma monsignor Carlo Ciattini sarebbe rimasto colpito dal valore di questo sacerdote, dai molti fronti su cui è stato impegnato, sempre in prima linea, anche negli anni più bui e difficili.  «La grande spiritualità di don Micheletti - non hanno mancato di ricordare al vescovo alcuni partecipanti al pranzo - mista all'intelligenza, alla progettualità illuminata... lo ha portato a dare grandi risposte alla città martoriata dalla fame e dalla guerra».  È già in preparazione un libro che raccoglierà testimonianze e documenti, materiale che potrebbe essere di grande utilità qualora il vescovo Carlo Ciattini decidesse davvero di designare "un postulatore", cioè la persona che dovrebbe dedicarsi a catalogare testi e scritti validi a ricostruire "la vita e la santità" di don Ivo.  Tanti i vincenziani già molto coinvolti nell'idea.

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di Redazione web