Il lutto
Lex presidente parla della chiusura
Alessi sull'Unione «Un capolavoro di autolesionismo»
2 MINUTI DI LETTURA
RIO NELL'ELBA. Un ente sovracomunale che se ne va. Ultimi giorni per dire la parola fine alla storia dell'Unione dei Comuni. Di chi la colpa? Danilo Alessi oggi sindaco di Rio nell'Elba e ex presidente della Comunità montana è chiaro: «La nostra capacità di farci del male appare infinita. Mentre gli altri serrano le fila e rispondono con la forza dell'unità all'aggressione sempre più insidiosa e dirompente della crisi, noi non troviamo di meglio che affondare l'unico ente rappresentativo a livello comprensoriale, venendo meno alla responsabilità di governo di importanti servizi e accentuando ulteriormente le nostre ataviche divisioni». Un capolavoro di autolesionismo politico. «Se è vero che da tempo l'Unione versava in serie difficoltà -afferma Alessi - è anche vero che le possibilità di ripresa c'erano tutte e fattibili. Non averle colte e aver lasciato l'Ente morire in una forma di cinica eutanasia, è colpa grave di cui qualcuno dovrà rispondere». All'Elba è sempre esistito un ente sovraccomunale negli ultimi anni. Prima l'Eve e poi la Comunità Montana hanno svolto, negli anni, un ruolo unitario indubbiamente importante e positivo per le funzioni gestionali, ma anche per i compiti di coordinamento e programmazione delle politiche territoriali. «Ciò che verrà meno, d'ora in poi - continua Alessi - sarà proprio questo, con grave danno per l'economia, la capacità di governo locale, la credibilità e la stessa immagine dell'Isola rispetto agli altri soggetti istituzionali». Rimarca Alessi: «Il richiamo alla situazione debitoria dell'ente e alla presunta volontà prevaricatrice della Regione sono argomenti che non reggono e che non giustificano la volontà liquidatoria di chi dentro e soprattutto fuori dall'organismo ha perseguito l'obiettivo della cancellazione dell'Unione. Le criticità finanziarie risalgono alla precedente gestione del settore idrico e pertanto andranno distribuite fra tutti e otto i Comuni dell'Isola. La Regione si è offerta a sostenere anche finanziariamente la nuova Unione, garantendo i contributi ordinari venuti meno dallo Stato e chiedendo più volte di sottoscrivere un accordo di programma per favorire la soluzione dei problemi dell'Elba. Le ragioni, quindi, sono altre e tutte politiche, finalizzate a colpire la Regione e ad accreditare l'idea di una ipotetica subordinazione dei Comuni di centrosinistra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google