Il Tirreno

Tre mini centri per cento profughi

Nicola Stefanini
Tre mini centri per cento profughi

Trovate le strutture d'accoglienza, tempi ridotti per adeguarle

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 PIOMBINO. Una giornata condotta tutta di corsa fra convulsi incroci di telefonate, sopralluoghi, riunioni, e conclusa in frenata. Non brusca, ma comunque sensibile. Il fronte profughi, apertosi improvvisamente in Val di Cornia giovedì sera, ha fatto segnare ieri una catena di sviluppi unita a rapidi rovesciamenti di prospettive.  Tutto si è innescato nel momento in cui il ministro degli interni Maroni ha deciso di soprassedere alla realizzazione - a Coltano - di un campo per accogliere circa 500 migranti ora ammassati a Lampedusa, dando via libera al piano alternativo promosso dal governatore Enrico Rossi: accogliere i 500 profughi in varie piccole strutture diffuse sul territorio toscano. Ecco quindi la telefonata di Rossi al sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, che come molti altri sindaci della Toscana ha offerto la disponibilità a realizzare il piano regionale, trovando anche il sostegno dei sindaci di Campiglia e San Vincenzo.  Alla fine della giornata di ieri, c'è in piedi la disponibilità ad accogliere un centinaio di persone nella nostra zona. Sta adesso alla Regione decidere se utilizzare questa disponibilità, come e soprattutto quando.  Le strutture. Il primo passo, messa in moto la locale macchina dell'accoglienza, è stato quello di individuare strutture idonee allo scopo. Il Comune di Piombino ha puntato su tre siti possibili: l'ex asilo di Populonia, di proprietà della Croce Rossa, segnalato dai vertici della stessa associazione; l'ex scuola di Franciana, nella campagna fra Piombino e Riotorto, di proprietà comunale; e il capannone della ex One Comm a Montegemoli di cui sono proprietari il Comune e la Provincia. Le verifiche condotte ieri mattina da tecnici comunali, forze dell'ordine e protezione civile, hanno subito escluso le ipotesi Populonia e One Comm.  «Questi due siti - ha spiegato ieri sera Anselmi in conferenza stampa - si sono rivelati impraticabili per problemi strutturali che richiederebbero tempi lunghi per l'adegumamento e costi elevati. In più a Populonia ci sarebbero stati grossi problemi di interferenza con i flussi turistici. Possiamo invece adeguare abbastanza rapidamente, comunque in non meno di una decina di giorni, la scuola di Franciana per ospitare una cinquantina di persone».  Campiglia. Il sindaco Rossana Soffritti, ha invece messo in campo l'ostello delle Laverie nel parco di San Silvestro. Una struttura utilizzata per ospitare comitive di studenti che, già nei primi giorni della prossima settimana, sarebbe in grado di accogliere una ventina di migranti.  San Vincenzo. Il sindaco Michele Biagi, ha agito su due fronti: ha ottenuto dall'imprenditore Maurizio Berrighi la disponibilità di due case coloniche sulla via della Principessa, nelle quali possono trovare posto una ventina di persone; dalla Onlus Fiordaliso, legata alla diocesi e curata da suore, ha avuto la disponibilità di due camere a San Carlo per ospitare un paio di donne in attesa di partorire o comunque madri con figli neonati.  Tempi stretti. Di fronte a questo quadro di disponibilità di strutture, supportato anche dalla collaborazione accordata ai Comuni da forze dell'ordine, protezione civile, vigili del fuoco e associazioni del volontariato, c'è la grande incognita dei tempi di attuazione del piano regionale. Se i siti individuati a Campiglia e San Vincenzo possono essere operativi nel giro di pochi giorni, ci sono invece problemi per la ex scuola di Franciana. Ieri sera, mentre era in corso la conferenza stampa in Comune per tirare le somme della giornata, Anselmi è stato raggiunto da una telefonata dalla Regione nella quale veniva chiesta la disponibilità delle strutture entro martedì prossimo al massimo. «Con tempi così ristretti - ha detto il sindaco - non c'è proprio modo di adeguare la scuola di Franciana. C'è bisogno di imbiancare le pareti, sistemare il tetto perché in alcuni punti ci piove, vanno sistemati i bagni. Interventi che abbiamo stimato possano costare circa 30.000 euro, ma non possiamo farcela prima di una decina di giorni».  E dunque? Dunque è possibile che già durante la prossima settimana vengano attivate le strutture di San Vincenzo e Campiglia, mentre per Franciana tutto resta al momento in sospeso. «A questo punto - dice Anselmi - dalla Regione dovranno dirmi sì o no, perché è inutile che appalti i lavori se poi la struttura non servirà. Il fatto è che in questa fase c'è grande confusione a tutti i livelli, non ci sono certezze su che genere di accoglienza servirà, non si sa che persone arriveranno e con quale status giuridico, fatto decisivo anche per i controlli da mettere in atto. Lo scenario cambia di ora in ora. Noi restiamo a disposizione perché comprendiamo la gravità del problema e condividiamo l'impostazione della Regione. Il nostro territorio è culturalmente molto ben attrezzato sul fronte del solidarismo e delle competenze, ricordo quanto facemmo a suo tempo con i profughi kosovari. Possiamo gestire al meglio questa fase d'emergenza senza bisogno che i cittadini si allarmino per la presenza di alcune decine di migranti. Insomma, siamo pronti a fare la nostra parte se sarà necessario, poi vedremo».

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