Il dolore
Dilagano le tartarughe americane
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Un esemplare di trachemys s. elegans Corsi d'acqua invasi, molte specie a rischio
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PIOMBINO. Preoccupanti risultati dal censimento dell'erpetofauna, anfibi e rettili d'acqua dolce della Val di Cornia promossa dal Wwf (progetto "Small waters"). L'analisi dei dati raccolti - negli ultimi anni - evidenzia «un incremento esponenziale di tartarughe originarie dell'America centrale e centro meridionale». Spiega il coordinatore dello studio Wwf, Fabio Fineschi: «Si tratta di un chelone, oggetto sin dai primi anni del dopoguerra di un'intensa attività di commercio, anche illegale, che ne ha addirittura compromesso la sopravvivenza nei territori d'origine. Poi - prosegue - per sconsiderati ed irresponsabili rilasci in natura si è acclimatata e diffusa in altri paesi, sia europei che extraeuropei». In Val di Cornia il Wwf - sulla base degli elementi raccolti - ha stabilito che questa "trachemys s. elegans" è presente in moltissimi corsi d'acqua nel piano (ex canali di bonifica e fossati quali il Fosso Verrocchio, la Fossa Calda, il Canale Allacciante), ma anche in bacini idrici di origine artificiale con contingenti talora numericamente rilevanti, soprattutto nei comuni di Campiglia e Piombino. «Ciò rappresenta - sottolinea Fineschi - un elemento di forte disturbo nel fragilissimo equilibrio ecologico degli ambienti dulciacquicoli del territorio. Questa specie - ricorda - come documentato in letteratura, rappresenta un serio fattore di rischio non solo per la sopravvivenza della testuggine palustre autoctona, sulla quale può prevalere per competizione, ma pure per intere comunità di animali con analoghe esigenze ambientali come anfibi e pesci». Dunque un invito rivolto a quanti hanno acquistato a vario titolo simili animali «affinché - conclude Fineschi - non se ne liberino compromettendo altri animali». Massima attenzione raccomandata anche prima di qualunque acquisto. (c.c.)
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