Il Tirreno

AeB, obiettivo evitare il fallimento

Luca Centini

Via ai licenziamenti, ma col concordato potrebbe subentrare una nuova società

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 VENTURINA. Lettere di licenziamento in pochi giorni. E per la AeB Frames di Venturina scatterà l'amministrazione controllata. Il destino dei lavoratori dell'azienda, una cinquantina tra Venturina e il ramo aziendale di Pordenone, resta aggrappato al "piano d'emergenza" studiato dal management. Sarebbe una società esterna a prendere in affitto l'attività di AeB, riassorbendo almeno una parte dell'organico attuale. Ma le incognite non mancano e non è scontato che il progetto vada in porto.  Ieri decine di lavoratori hanno risposto all'appello dei sindacati Fim, Fiom e Uilm, manifestando per difendere il lavoro. I dipendenti della fabbrica di infissi hanno ascoltato gli interventi del segretario Fiom Luciano Gabrielli e del deputato Pd Silvia Velo. Si sono intrattenuti con i sindacalisti per avere notizie. Per capire le mosse dell'azienda. «Il punto è difendere l'occupazione - ha detto Gabrielli - cerchiamo un accordo che dia un futuro alla fabbrica».  Lunedì sarà un giorno decisivo per AeB. In via straordinaria si riunirà il consiglio d'amministrazione per decidere, almeno in teoria, se procedere a una ricapitalizzazione dell'azienda. Ipotesi scartata in partenza. Lo scenario plausibile è, infatti, la nomina da parte del cda di un liquidatore che avrà il compito di traghettare AeB. La prima, inevitabile conseguenza sarà l'invio, in pochi giorni, delle lettere di licenziamento ai dipendenti. Ma è a questo punto che entra in gioco il piano della società. L'unico spiraglio per i lavoratori. L'obiettivo del management è ottenere dal giudice un concordato preventivo che scongiuri il fallimento e dia modo al liquidatore di vendere (o affittare) patrimonio e attività dell'azienda. «AeB sarebbe accompagnata verso la chiusura - commenta l'avvocato Luigi Cappelli in rappresentanza della proprietà - una nuova società prenderebbe in affitto l'azienda con un progetto di rilancio dimensionato all'investimento». Il personale di AeB, secondo il management, sarebbe almeno in parte reintegrato dal nuovo soggetto. Ma serve tempo (circa un anno), affinché il giudice decida se omologare il concordato. Starà quindi ad azienda e sindacati trovare lo spazio per "sigillare" il personale AeB con le procedure di mobilità e per favorirne il riassorbimento nella nuova azienda.  «Soluzione senza traumi e ripresa dimensionata all'investimento». L'obiettivo del management è audace, ma non di semplice realizzazione. La prima incognita è far decollare, dal punto di vista procedurale, la nuova società. Secondo problema è legato ai finanziamenti di cui potrà disporre il nuovo soggetto. Il fondo di garanzia di Fidi Toscana, secondo l'azienda, tornerebbe in ballo, ma per spingere il rilancio occorre nuova liquidità. Non a caso il vero scoglio è rappresentato dalle banche, le stesse che hanno arrestato il piano di risanamento e che esprimeranno un parere sul concordato preventivo.

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