Il dolore
Scorie, in marcia l'impianto
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Il nuovo impianto per il trattamento delle paiole nell’area dell’ex Afo 1Iniziata la smobilitazione dell'ex cantiere Siderco
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PIOMBINO. Da qualche giorno le paiole non arrivano più nel cantiere ex Siderco, sotto viale Unità d'Italia. Prendono un'altra strada. Quella del nuovo impianto di trattamento a caldo delle scorie. E' una novità importante. Significa che sta andando in porto un'operazione di cui si parla da oltre dieci anni. Parliamo di terreni acquisiti dal Comune con la giunta Guerrieri. L'impianto, realizzato con criteri ambientali innovativi, è stato completato. E seppure ancora non funzioni a pieno regime, (le paiole continuano ad essere svuotate negli altri cantieri) sta affrontando il periodo di prova. Date precise per l'inaugurazione, la Lucchini non ne fa. «Non siamo ancora al completo abbandono delle aree», affermano fonti aziendali, limitandosi ad aggiungere che l'opera è conclusa e che si è alla fase sperimentale. Poco più di un no comment, accompagnato dalla conferma delle rassicurazioni espresse un po' di tempo fa sul mantenimento degli occupati in forza a Lucchini Servizi. Che ha perso l'appalto a vantaggio della Multiservice. Un paio di mesi fa la multinazionale ha consegnato il piano assunzioni ad un'agenzia interinale. La ricerca di personale, tutto assunto con contratto a sei mesi prorogabili, ha riguardato una quindicina di autisti di mezzi pesanti, cinque elettricisti e altrettanti capisquadra. Il fatto ha provocato timori per la ventina di lavoratori di Lucchini servizi (ex Siderco) che si occupano dello svuotamento delle paiole. Proprio per stringere sulle rassicurazioni precedenti, le segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto un incontro ai dirigenti del settore appalti e subappalti Lucchini. La data non è stata ancora fissata. L'obiettivo sindacale è la conferma di tutti gli occupati, sia i lavoratori con un rapporto a termine, sia a tempo determinato. Il nuovo impianto sorge nella zona dell'ex Altoforno 1. E' strutturato con tecnologie avanzate e comporterà un cambiamento operativo netto rispetto a quello utilizzato adesso per lo svuotamento delle paiole in arrivo dall'acciaieria e dalle colate continue. Finora, rumore, polvere - e, talvolta, anche pericolo - hanno scandito i turni dentro e fuori dal perimetro industriale. Qualche dettaglio tecnico. L'impianto si presenta con una struttura circolare in lamiera sostenuta da una carpenteria imponente. Comprende quattordici vasche in cemento armato. Il trasporto ferroviario delle paiole incandescenti sarà abbandonato del tutto. L'arrivo nel nuovo cantiere avverrà con tre grossi mezzi gommati che percorreranno anche alcuni tratti di strada nuovi. Le soluzioni previste consentiranno di abbattere polvere e fracasso. A fine operazione, una volta solidificate e frantumate, le scorie saranno trasferite a 3 chilometri di distanza, nella zona Vertek, dove un altro impianto sarà attivato (il Mrp) per il recupero dei materiali ferrosi.
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