Il Tirreno

Campi sintetici, tutto da rifare

Francesca Lenzi
Campi sintetici, tutto da rifare

Nuove regole del ministero della Salute per gli impianti con erba artificiale

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PIOMBINO. Si prepara la rivoluzione sui campi da calcio sintetici? Sembra così, almeno stando al decreto promosso dal ministero della Salute insieme all'Ambiente e allo Sviluppo economico. La discussione sugli eventuali rischi derivanti dai campi ad erba sintetica va avanti da anni. Ma quest'ultima legge, attivata su un principio di cautela, potrebbe costringere alla modifica gran parte degli impianti già esistenti.  Le regole. Sono sostanzialmente tre i provvedimenti del decreto. Prevedono la riduzione della presenza dell'ipa (idrocarburi policiclici aromatici) nell'erba, il rifacimento ogni otto anni dei campi e l'impiego di materiali naturali come sabbia, caucciù, cocco e sughero.  Val di Cornia. La questione interessa anche l'intero comprensorio, dove non mancano terreni sintetici. A Piombino se ne conta solo uno: il Magonello. Due campi per calcio a 5 sono a Campiglia, alla Fonte. A San Vincenzo è in esercizio l'impianto da calcetto di Santa Costanza e per finire a Venturina è stato appena realizzato dall'associazione calcio locale un nuovissimo campo di erba sintetica in sughero.  «Il problema è iniziato a farsi sentire in modo più forte con la costruzione di terreni sintetici da parte delle società calcistiche a undici - afferma il presidente della Lega calcio Uisp, Marco Pierozzi - Comunque, da un punto di vista legale, sono chiamate in causa soprattutto le ditte del settore e non i proprietari dei campi». Tutto vero, ma in ogni caso spetterebbe ai possessori dei terreni l'impegno economico di sostenerne le eventuali modifiche.  I costi. La spesa da sostenere per il ripristino del manto sintetico è piuttosto alta, e dipende dal tipo di erba che si intende utilizzare. L'operazione di intaso, più il prezzo dell'erba, può variare dai 30 ai 45 euro a metro quadro. Per un campo da calcetto, con dimensioni medie di 36x18 metri quadrati, limitandosi al terreno, senza considerare le recinzioni, le tribune, le porte, la manodopera e quant'altro, si arriva ai 40mila euro. Per una struttura completa da calcio a sette (60 x 40 mq) la spesa va dai 120 ai 150mila euro.  Diverse opinioni. Se per i proprietari dei campi ogni cambiamento provoca uno sforzo economico notevole, i commercianti vedono nella novità un inevitabile vantaggio. «Più movimento c'è e meglio è per noi - spiegano dalla ditta produttrice di attrezzature tecniche per lo sport, "Soccer equipment" di Piombino - Il nuovo decreto ha come ogni legge i pro e i contro. E come in ogni situazione saranno importanti i controlli».  Meno entusiasta di fronte al cambiamento è Corrado Ottanelli, proprietario del Magonello, gestito dalla Uisp di Piombino: «Ho rifatto il terreno nel 2006. Per ora può andare così. L'idea di un rifacimento c'è, ma non è un'ipotesi a breve termine e dipende anche dalle condizioni del mercato, al momento per niente floride. In ogni caso io sono tranquillo: il mio campo, a gomma ecologica, è certificato a norma europea, e non dovrei avere problemi».

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